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Proposta di trattamento sanitario obbligatorio per i clochard con malattie mentali

Preoccupazione nella lettera aperta al sindaco Alemanno da parte di Medici per i diritti umani e Medici contro la tortura

Si legge una forte preoccupazione dei Medici per i diritti umani (MEDU) e Medici contro la tortura nella lettera aperta inviata il 16 settembre 2010 al Sindaco Alemanno per i futuri provvedimenti sui senza tetto con malattie mentali.

Le due organizzazioni umanitarie temono gli effetti della proposta formulata dal Sindaco di Roma durante l’incontro con il Ministro dell’Interno sulle nuove misure di sicurezza urbana riguardanti nomadi, prostituzione e vagabondaggio.

Si contano ad oggi circa 7000 mila persone che vivono a Roma senza fissa dimora. Una realtà drammatica e di complessa soluzione. La proposta di Alemanno affronta il problema proponendo di estendere dagli attuali 14 giorni a 6 mesi il periodo massimo di trattamento sanitario obbligatorio (TSO) per le persone senza dimora con malattie psichiatriche, rischiando, se mal interpretata, di isolare ancor di più queste persone e quindi di non reintegrale nella società, come prevede l’attuale legge Basaglia, legge 180.

La lettera aperta inviata da Medici per i diritti umani e Medici contro la tortura sottolinea: “La creazione di apposite strutture dove trattenere per lunghi periodi in assistenza sanitaria obbligatoria un gruppo di cittadini considerati ‘speciali’ perché senza una dimora e perché affetti da una malattia mentale, implica il rischio evidente di creare una nuova istituzione totale dove poter segregare e isolare dal resto della società ‘chi può essere pericoloso per se e per gli altri e/o di pubblico scandalo’. Una proposta che, lungi dall’affrontare alla radice la gravità del problema, appare una preoccupante involuzione rispetto allo spirito della legge 180, orientata piuttosto ad un ritorno al ricovero coatto dell’inizio del secolo scorso e all’approfondimento dei solchi dell’esclusione e della discriminazione”.

La lettera conclude con un invito: “Signor Sindaco, in vista di provvedimenti legislativi che richiedono alle istituzioni l’assunzione di una straordinaria responsabilità etica e sociale, Medici per i diritti umani e Medici contro la tortura auspicano che l’Amministrazione comunale di Roma possa rivedere la propria posizione su un tema così rilevante che riguarda la sofferenza umana e i diritti fondamentali della persona”.
 

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