

Con il caldo umido aumenta il rischio di leishmaniosi
Con la bella stagione e il clima caldo aumenta il rischio per i nostri cani di contagio di leishmaniosi. La leishmaniosi è una zoonosi di tipo indiretto, causata dalla puntura di un minuscolo insetto volante, il flebotomo della leishmaniosi, conosciuto anche come pappatacio. Questa malattia è particolarmente insidiosa per il cane per l’incubazione che può durare anche alcuni anni per poi avere una manifestazione interna o altrimenti esterna anche grave, si hanno forme cutanee (ulcere localizzate, alopecia, dermatiti), congiuntiviti, perdita di peso, onicogrifosi. Nell’uomo la leishmaniosi ha fortunatamente un’incidenza bassa, a rischio sono soprattutto i soggetti immunodepressi, la manifestazione è cutanea o viscerale, normalmente benigna.
Per evitare la diffusione della leishmaniosi sul territorio nazionale “Attualmente – spiega Aldo Benevelli, vicepresidente Ordine Medici Veterinari di Roma e provincia – si sta cercando di affiancare al ruolo del medico veterinario del Ssn, quello più complesso di gestore di un sistema di epidemio–sorveglianza”.
La diffusione di questa zoonosi a causa del clima mediterraneo riguarda tutto il territorio italiano, anche se le zone più colpite rimangono quelle della costa tirrenica, del basso Adriatico e le isole maggiori.
“Nell’uomo il trattamento terapeutico – afferma Luigi Gradoni, Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità – si è mostrato altamente efficace nel 98% dei casi, ed è ancora ben tollerato. La diagnosi precoce consente oggi di curare efficacemente i pazienti nell’arco di pochissimi giorni. E’ importante, però, che non si faccia un uso indiscriminato di farmaci utilizzati nell’uomo per trattare cani che continuano a manifestare recidive e infettare flebotomi”.
Al momento uno tra i metodi più efficaci per controllare la diffusione della leishmaniosi canina è applicare al cane un collare a base di deltametrina che si distribuisce sulla superficie dell’animale e impedisce la puntura dell’insetto vettore, il flebotomo o pappataci per un periodo di 5 mesi. Nelle zone con particolare presenza di pappataci è comunque preferibile, durante le ore notturne e crepuscolari, non lasciare i cani all’aperto, ma ripararli in locali trattati con insetticidi (piretroidi) e dotati di finestre e porte con reti a maglie fini per evitare il passaggio degli insetti.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.