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Radio Vaticana, perizia condanna onde elettromagnetiche

Secondo l'indagine ci sarebbe un'associazione importante tra l'esposizione alle strutture di Radio Vaticana e l'incremento dei tumori tra i residenti

Secondo una super perizia, giunta dopo cinque anni di indagine, ci sarebbe "un’associazione importante, coerente e significativa tra l’esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattie come leucemia e linfonodi nei bambini" nella popolazione residente a Cesano e nella zona di Roma Nord, tra la fine degli anni ’80 e il 2003.

"Che ci fosse un nesso causale tra l’emissione di onde elettromagnetiche ed i rischi tumorali, lo sospettavamo tutti. Oggi ne abbiamo avuto la conferma". Ad affermarlo in una nota il Consigliere Comunale del Pd Dario Nanni ed il Consigliere del Municipio XX Daniele Torquati.

Da anni si stanno conducendo dure battaglie contro l’inquinamento elettromagnetico a Santa Maria di Galeria, Cesano ed Osteria Nuova. Quanto stiamo affermando oggi – proseguono Nanni e Torquati- non vuole essere nel modo più assoluto una strumentalizzazione politica, ma crediamo che come amministratori del Municipio interessato e della città sia giusto capire cosa stia accadendo.

Tra l’altro, già nel 2008, il Municipio XX aveva votato una ordine del giorno che chiedeva all’amministrazione comunale di attivarsi affinchè fossero prese misure di prevenzione a garanzia della salute dei cittadini. A questo punto chiederemo con un’interrogazione, concludono Nanni e Torquati quali siano i reali effetti sulla salute dei cittadini dall’inquinamento elettromagnetico, e cosa intenda fare il Comune di Roma, nell’ambito delle proprie prerogative e competenze, per prevenire una soluzione definitiva di questo gravissimo problema".

Sull’esito della perizia dure le parole di Legambiente. “Siamo vicini ai cittadini che hanno visto persone care ammalarsi e morire per elettrosmog. La perizia conferma ancora una volta le nostre peggiori paure –così Lorenzo Parlati, Presidente Legambiente Lazio, commenta i risultati della perizia condotta mediante indagine epidemiologica. I dati parlano chiaro e la loro gravità è tale che s’impongono interventi urgenti senza tergiversare ulteriormente. Dopo anni nei quali nemmeno più il monitoraggio delle emissioni è stato continuato, smantellando la rete di centraline che era stata creata, hanno ragione i cittadini, bisogna fermare questa strage, eliminando quelle antenne: nel 2010 ci sono tecnologie tali che prevedere quella concentrazione territoriale non ha alcun senso”. 

“L’indagine conferma quanto diversi anni fa l’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio evidenziò, riscontrando un eccesso di tre volte rispetto ai casi attesi di leucemia infantile nel raggio di 0-4 km dagli impianti e di più del doppio nei primi 6 km -conclude Parlati-”.  

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