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Record di caldo a Roma e nel Lazio. Temperature africane oltre la media

Malori e chiamate al 118. Da venerdì in arrivo giornate fresche

Mentre al Nord Est una perturbazione atlantica ha portato nella mattina di ieri domenica 18 Luglio temporali e temperature accettabili, l’aria bollente ha invece soffiato ancora su Roma e sul Lazio. Il caldo africano, infatti, si estende dal Centro-Nord al Sud. La regione con il record assoluto di massime temperature percepite è il Lazio.

Oltre alla Capitale, anche gli altri capoluoghi (Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo) e Civitavecchia sono inserite tra le dodici città italiane con il «bollino rosso» dalla Protezione civile. Livello massimo di allerta, quindi, con 38 gradi percepiti per esempio a Roma, Latina e Civitavecchia. Il livello 3 resterà anche nella giornata odierna di lunedì 19 Luglio in tutto il Lazio, con l’eccezione di Viterbo dove la morsa del caldo lascerà spazio ad una situazione pari a livello 1: "condizioni meteorologiche che non rappresentano un rischio per la salute della popolazione ma possono precedere il verificarsi di condizioni di livello 2". 

Da venerdì (quando tornerà ad affacciarsi l’anticiclone delle Azzorre) sono attese temperature più gradevoli e livelli di umidità inferiori. Numerose in questi giorni le chiamate al 118. A Roma sono 16mila le persone considerate «a medio-alto rischio» a causa dell’ondata di calore. E nella Capitale, così come in altre grandi in città, é stato rilevato un incremento della mortalità nelle prime settimane di luglio, che coincide con i giorni in cui le temperature si sono alzate vertiginosamente.

E’ quanto emerge appunto dai dati del Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio, che coordina anche il Piano di prevenzione nazionale sugli effetti del caldo. Però il Cnr fa sapere che l’afa si fermerà (non prima di venerdì prossimo) e che a fine luglio le giornate saranno «fresche». La svolta reale arriverà «quando cambierà la circolazione atmosferica con correnti marcatamente settentrionali e con una componente orientale, dal centro Europa». E questo porterà a un abbassamento delle temperature e soprattutto a una «diminuzione dell’umidità».

 

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