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Regione, dibattito in consiglio su sanità e tasse

Intervento della presidente Polverini nella seduta straordinaria

La presidente della Regione, Renata Polverini, è intervenuta in apertura della seduta straordinaria del Consiglio regionale del Lazio, convocata oggi martedì 27 luglio dal presidente Mario Abbruzzese, su richiesta dell’opposizione. Il tema all’ordine del giorno era l’illustrazione e la discussione dei provvedimenti da adottare in materia di sanità e fiscalità.

La relazione letta in aula dalla Polverini ha avviato un ampio dibattito, al quale hanno partecipato tutti i capigruppo, a partire dal primo richiedente della seduta straordinaria: il capogruppo del Pd, Esterino Montino.

"Si fa fatica a comprendere il filo conduttore seguito dalla presidente Polverini – ha esordito Montino- il tema dell’edilizia sanitaria non lo trovo nella relazione e nei decreti. Non si trova traccia
neanche dell’organizzazione futura della zona sud della Regione e del Golfo di Gaeta in particolare, quando si era già formalizzata la realizzazione del nuovo Ospedale del Golfo. Nella passata legislatura, siamo riusciti a realizzare un nuovo ospedale a Frosinone, ma oggi resta chiuso e preda di possibili vandalismi. Avevamo previsto l’ospedale di Monterotondo, il rafforzamento del Pertini e del Grassi. 

Infine – ha concluso Montino – resta aperta la questione scottante relativa al personale precario della sanità, che secondo noi va immediatamente stabilizzato perché non ciò comporta maggiori spese ed è a costo zero. Speriamo di trovare convergenze sulla nostra proposta di legge su questo argomento".

Di tutt’altro tenore l’intervento di Pier Ernesto Irmici, in rappresentanza del Pdl. "Si coglie con grande chiarezza dalle azioni e dalla relazione della presidente, la volontà e la determinazione a risolvere i molti problemi legati alla sanità regionale – ha detto – . La grande sfida è abbassare i costi, mantenendo allo stesso tempo alta la qualità. Comprendiamo i mugugni, ma la strada è obbligata. I primi passi sono stati ponderati e se ne vedono già i frutti. Autorevoli nostri avversari a livello nazionale ce ne stanno dando atto. Ci auguriamo che anche l’opposizione della Regione Lazio, assuma un atteggiamento meno preconcetto. Il lavoro di riforma avviato dalla Polverini va insomma incoraggiato e sostenuto. Diamo il pieno consenso alla relazione e alle azioni messe in atto".

Giulia Rodano (Idv) ha, invece, posto un problema di carattere tecnico. "Come si intende coprire il disavanzo 2009 della sanità? Si dà per scontata l’erogazione da parte del governo dei fondi Fas. Se così non fosse l’aumento delle tasse sarebbe obbligatorio. La verità è che, per mere ragioni politiche, la Polverini ha indebolito la nostra capacità di trattativa con il governo e ha rinunciato a rappresentare gli interessi dei cittadini del Lazio. Abbiamo presentato un ordine del giorno in cui indichiamo scelte alternative a quelle contenute nei decreti: molto lavoro è stato fatto dal centro sinistra, abbiamo coperto il debito pregresso, ridotto il disavanzo. Adesso basta poco, ma questo poco non c’è nei decreti presentati dalla Polverini".

Per Enzo Di Stefano (Lista Polverini), invece, "l’azione della presidente della Regione è stata tempestiva. Un segnale di grande forza che dà una chiara idea di come vogliamo governare. Abbiamo sempre in testa la centralità del cittadino, senza perdere di vista la capacità di far quadrare i conti. Questa è la strada per ridurre la sfiducia dei cittadini stessi verso le istituzioni. E la sanità è il tema più adatto per ricostruire questa fiducia. Fatti e non parole, insomma. Tutelare la salute, uniformando i livelli assistenziali e controllando le spese. Non poteva esserci risposta migliore di quella che è stata elaborata in una situazione gravissima, tanto sotto l’aspetto economico quanto su quello della qualità dei servizi. E’ evidente il fallimento del centrosinistra, ora tocca a noi".

Giuseppe Celli, capogruppo della Lista civica cittadini per Bonino, è intervenuto sul tema tagli, suggerendo di "fare attenzione a garantire comunque livelli adeguati di assistenza ai cittadini, attraverso una serie di interventi: ridurre la presenza dei privati nella gestione delle Rsa; cambiare il rapporto con i policlinici universitari; potenziare i pronto soccorso; risolvere il problema della
stabilizzazione dei precari; attivare realmente la centrale unica di acquisti; razionalizzare risorse personali e strumentali; potenziare l’assistenza domiciliare".

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