Stop al fumo all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Primo ospedale pediatrico in Italia a bandire le sigarette anche dalle aree all’aperto
di Patrizia Miracco - 24 Novembre 2009

Successo per la campagna antifumo partita venerdì 13 novembre nell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Notevoli i consensi per la progressiva eliminazione del fumo nelle aree all’aperto dell’Ospedale Pediatrico, sia da parte del personale, che dei familiari dei piccoli degenti.

All’interno della struttura ospedaliera sono state riservate tre ‘Aree Blu’ per i fumatori più accaniti. Agli ingressi dell’Ospedale infatti sono posizionate due grandi mappe colorate per informare gli utenti sulla localizzazione dell’area fumatori e sull’effetto nocivo del fumo.

Questa iniziativa è stata ben accolta dal prof Umberto Veronesi, padre della lotta al cancro e primo nel proporre norme antifumo in Italia.

“Stiamo combattendo una guerra contro i danni provocati dal fumo – ha ricordato il prof. Veronesi – E le guerre si vincono battaglia dopo battaglia. Come quella che è stata decisa all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: è il primo ospedale pediatrico in Italia che ha scelto coraggiosamente di proibire il fumo di sigaretta anche nelle aree all’aperto”.

“All’Istituto Europeo di Oncologia a Milano, di cui sono direttore scientifico, – prosegue Veronesi – è dal 2006 che vige questa prassi. La lotta al fumo, prima ancora di essere un dovere di ogni istituzione è una battaglia culturale. Tuttavia, malgrado la strada fin qui percorsa nella lotta al fumo che vede l’Italia vero e proprio ariete a livello europeo, dobbiamo considerare che forse non siamo ancora un Paese sufficientemente maturo per privare del tutto i fumatori della possibilità di fumare in un momento già di per sé di grande stress emotivo come è l’accompagnare il proprio figlio in pronto soccorso o attendere l’esito di un intervento chirurgico particolarmente complesso. Quello del Bambino Gesù – conclude il professore – segna però un ulteriore passo avanti sulla strada del rispetto e della tutela della propria persona e di chi ci sia attorno. E’ un segno anche di civiltà che mi auguro venga seguito da altri ospedali”.
 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti