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Umberto I, nuova Risonanza magnetica per chirurgia ad ultrasuoni

Il nuovo macchianrio in funzione nel Policlinico

Installato all’Umberto I il primo sistema di chirurgia con ultrasuoni focalizzati sotto la guida di immagini ottenute con Risonanza Magnetica ad altissimo campo (3T).

Il nuovo macchinario è stato inaugurato l’11 dicembre nel Dipartimento Diagnostica per Immagini e Radioterapia diretto dal prof. Roberto Passariello alla presenza del viceministro della Salute, Ferruccio Fazio.

“Non è tanto importante – ha precisato Fazio – il record stabilito da un ospedale, non conta essere i primi o i secondi ad avere una determinata strumentazione. Ad essere importante è il principio del sistema, ovvero la possibilità di praticare una tecnica chirurgica non invasiva mediante l’utilizzo di energie non ionizzanti e di misurare subito ciò che andiamo a togliere. In prospettiva può portare a risultati entusiasmanti”.

L’innovazione di questa apparecchiatura è nell’essere associata ad un sistema ad Ultrasuoni, capace di inviare sotto la guida della Risonanza Magnetica fasci ultrasuoni ad altissima frequenza. Con l’applicazione di questa tecnica è così possibile praticare una chirurgia non invasiva grazie all’uso di energie non ionizzanti e di valutare nell’immediato il risultato dell’ablazione.

“Questo sistema – ha spiegato il prof. Passariello – è assolutamente non invasivo, consente di trattare lesioni patologiche maligne e benigne”. “Gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità – prosegue il direttore del Dipartimento Diagnostica per immagini e Radioterapia – determinano un aumento della temperatura del tessuto patologico, con la conseguente distruzione attraverso la necrosi coagulativa (ablazione termica). Quindi la risonanza magnetica permette di centrare, senza incisioni chirurgiche e con precisione sub-millimetrica, lesioni profonde con il fascio ultrasonoro senza compromettere strutture circostanti”.

L’apparecchiatura è stata già sperimentata con successo nel trattamento dei fibromiomi uterini, causa di infertilità, e si mostra utile nel trattamento delle lesioni metastatiche ossee, nel tumore mammario, prostatico ed epatico permettendo al paziente di ottenere la cura definitiva e senza incisioni sul corpo.

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