Un progetto a favore dei piccoli malati di celiachia

La Sapienza e l’Umberto I insieme per una nuova metodica nel controllo della malattia celiaca
di Patrizia Miracco - 12 Novembre 2009

“Ottimizzazione delle procedure di screening della malattia celiaca nei bambini della prima classe delle scuole primarie del Comune di Roma” – Campagna di prevenzione delle complicanze – è il progetto presentato alla stampa mercoledì 11 novembre, nella Sala Arazzo, in Campidoglio, e promosso dal Dipartimento di Pediatria policlinico Umberto I e dall’Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche del Comune di Roma.

La celiachia, che nasce come un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in molti cereali come avena, frumento, farro, orzo, segale, è una patologia presente in tutto il modo. Si considera un’incidenza di 1:200-1:100 casi nelle popolazioni europee, nordamericane, australiane e mediorientali. Al momento in Italia si registra una prevalenza di intolleranza al glutine intorno all’1%. I celiaci che potenzialmente sarebbero 400 mila, sono in realtà diagnosticati circa in 90 mila con un incremento annuo di circa il 10% di nuovi celiaci.

Basilare è quindi lo screening della celiachia in un’età in cui la terapia, la dieta senza glutine, può essere messa in atto in un ambiente controllato come casa o scuola e così accettata dal piccolo paziente in modo di assicurare comunque un buon accrescimento e la prevenzione delle complicanze della malattia non individuata e non curata precocemente.

Lo studio, che ora permetterà di analizzare in 48 ore dai 300 ai 400 campioni di 3000 bambini della scuola primaria, è stato proposto dalla prof.ssa Bonamico del Dipartimento di Pediatria e dal dr Claudio Tiberti, del laboratorio di Scienze Cliniche dell’Università ‘La Sapienza’ e dal Policlinico Umberto I. Questa nuova metodica prevede attraverso un metodo molto sensibile radioimmunologico (RIA) di dosare gli anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (Ab tTG) esaminando anche semplicemente la saliva, indagine che è facilmente accettata dai bambini molto piccoli.

“Vogliamo ottimizzare una procedura che già funzionava e velocizzarla. – ha precisato la prof. Bonamico, responsabile U.O.D. “Celiachia e Patologie da Malassorbimento” – Ci siamo così rifatti al sistema usato per il diabete: una metodica velocizzata, la presentazione dello studio a docenti e genitori con consegna di diapositive e l’accettazione da parte dei bambini”.

Lo screening con la metodica ottimizzata partirà nella prima classe della scuola primaria. Nel caso di un eventuale risultato positivo questo verrà comunicato ai genitori dei piccoli per offrire loro la possibilità di effettuare ulteriori accertamenti diagnostici e di essere poi seguiti dal dipartimento di Pediatria del Policlinico.

Per curare la celiachia, attualmente, è richiesta una dieta rigorosa senza glutine, eliminando le più piccole tracce di farina da ogni piatto. Questo naturalmente comporta un forte impegno di educazione alimentare.


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