46 nuove apparecchiature sanitarie al centro clinico di Regina Coeli

Ad esse si aggiungeranno le 32 di Rebibbia, 12 a Rieti, 9 a Frosinone, 7 a Civitavecchia e 4 a Velletri per complessivi di 2,5 milioni di euro
di Maria Giovanna Tarullo - 22 Luglio 2009

Mercoledi 23 luglio 2009 alla presenza di Esterino Montino, vicepresidente della Regione Lazio e del garante per i detenuti Angiolo Marroni sono state consegnate le nuove macchine sanitarie, destinate dalla Regione Lazio al centro clinico del carcere Regina Coeli di Roma.

Quarantasei è il numero delle nuove apparecchiature per la cura, la diagnosi e la prevenzione a sostituzione delle vecchie apparecchiature già presenti, che sono comprese nella dotazione complessiva di 110 macchinari medici per ambulatori sanitari degli istituti penitenziari del Lazio.

A quelle destinate al Regina Coeli, si aggiungeranno le 32 di Rebibbia, 12 a Rieti, 9 a Frosinone, 7 a Civitavecchia e 4 a Velletri per un costo complessivo di 2,5milioni di euro. La Regione Lazio si e’ fatta carico della spesa rispettando il passaggio delle competenze sanitarie delle carceri, sancito nell’ottobre 2008, dal ministero della Giustizia ai servizi sanitari regionali.

Al termine della conferenza di presentazione, il direttore generale dell’Asl Roma A, Carlo Saponetti, ha accompagnato Montino nella visita dei reparti, soffermandosi su quello di radiologia. "Rafforzare il settore dell’assistenza sanitaria nelle carceri – spiega il vicepresidente – e’ un atto di solidarieta’. L’iniziativa sara’ ora rivolta a tutti gli istituti regionali. Non potevamo non dare una risposta di questo tipo, visto che l’eredita’ avuta dal ministero della Giustizia ci ha dato circa l’80% dei macchinari fuori norma".

Tra le maggiori criticita’ che deve affrontare la Regione in questo settore, oltre alla vetusta’ delle apparecchiature, c’e’ anche il mancato trasferimento di fondi dal Ministero dell’economia alla Regioni: una cifra che supera il 22 milioni di euro. "Qui al Regina Coeli – conclude Montino – ci saranno anche due sale operatorie per i piccoli interventi che permetteranno di non dover piu’ trasferire i detenuti negli ospedali, con tutto quel che comporta in termini di sicurezza e trasporto".

Fonte: Omniroma


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