A proposito di bullismo rosa

Un fenomeno nuovo e molto preoccupante che per il 20% è perpetrato da "piccole donne"
Riceviamo e pubblichiamo - 15 Giugno 2009

La violenza perpetrata da alcune ragazze su una loro compagna presso lo Ials di Colli Aniene ci riporta ad una realtà che molti insegnanti e gli stessi genitori vorrebbero rinnegare. Quando succedono questi fatti, si minimizza, si cerca di prendere dei provvedimenti, si riempiono pagine di giornali, si fanno interviste a tutori dell’ordine, a esperti del settore, a componenti del Movimento genitori; si cercano le motivazioni, i perché, i giorni passano e la notizia dapprima si affievolisce fino a scomparire del tutto per poi riemergere alla prossima occasione.

Il bullismo rosa è un fenomeno nuovo e molto preoccupante, oramai si stima che nei casi di bullismo, il 20% è perpetrato da "piccole donne" che per sentirsi adulte, fanno "branco" e se la prendono con la più debole del gruppo. E’ diffuso sin dalle elementari e non esplode nella maniera più eclatante perchè la presenza delle insegnanti in classe è costante. Non potendo utilizzare le mani, usano il bullismo verbale che può comunque annientare la vittima che è così impaurita che difficilmente ne parlerà con gli stessi insegnanti o a casa con i genitori o a confidarsi con qualche amica.

Dall’altra parte, invece, i genitori delle "bulle" che vengono a conoscenza dei comportamenti violenti, cadono dalle nuvole, dichiarano che a casa le figlie sono delle angiolette, nel peggiore dei casi le giustificano, riversando le colpe sugli insegnanti.

Ognuno di noi, dovrebbe fare un esame di coscienza, chiedersi in cosa ha mancato, dove è stata disattenta, collaborare con gli insegnanti che molto spesso vengono emarginati in ruoli di dispensatori di spiegazioni e di voti e invece, passando più tempo di noi con i nostri pargoli, possono cogliere qualsiasi sfumatura e cercare di prevenire comportamenti che se colti in tempo, possono evitare avvenimenti furiosi.

Se il bullismo viene perpetrato sotto forma di estorsione non bisogna chiedersi "a mia figlia dò tutto quello che mi chiede, ha il blackberry che bisogno aveva di farsi dare il cellulare da cinquanta euro dellla compagna di banco?" Non sarà proprio questo dare tutto che alla fine si pretende l’impossibile e si vuole sempre di più?

Noi generazioni di quarantenni, figlie del grande boom economico degli anni sessanta, abbiamo comunque sempre avuto un desiderio da realizzare. "Cicciobello, Barbie e via discorrendo… E’ il desiderio di conquista che ci rende migliori, ci fa combattere per un obiettivo positivo.

Forse, se invece di scervellarci a cercare il top per le vacanze estive dei nostri figli, li portassimo per una settimana, in un paese povero, dove c’e la necessita quotidiana di procacciarsi il cibo e l’acqua e non l’ultino dischetto della consolle, tutto si ridimensionerebbe. Ognuno di noi può avere in casa un piccolo mostro, l’importante è rendersene conto.

Elisabetta Ruffolo

Adotta Abitare A

Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti