A sorpresa Barak Obama il premio Nobel per la pace 2009

Il prossimo 10 dicembre la consegna
di Francesca Costantino - 9 Ottobre 2009

Barak Obama è premio Nobel per la pace. Il primo presidente degli Stati Uniti afro americano è anche il terzo inquilino della Casa Bianca a ricevere il riconoscimento dopo Theodore Roosevelt e Woodrow Wilson. Lo ha deciso il Comitato del Nobel che ha scelto Obama su oltre 200 candidati, tra i quali c’erano anche degli attivisti per portare i diritti umani in Cina e I difensori della causa del Tibet libero. Il premio sarà consegnato il prossimo 10 dicembre.

LE MOTIVAZIONI – Sono “i suoi sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli” ad aver colpito Oslo, la città dove da oltre 100 anni si consegna il premio Nobel. E’ stata quindi riconosciuta l’importanza del lavoro del Presidente Usa “per un mondo senza armi nucleari” e per “il nuovo clima creato nelle relazioni internazionali”. Il Comitato si riferisce qui al dialogo aperto da Obama con Israele e Palestina, il fuoco centrale della maggior parte dei conflitti in atto nel mondo. “Il dialogo e i negoziati sono preferiti – alla guerra, nda – come strumenti per risolvere i conflitti, anche i più complessi”, indicano ancora da Oslo così come il ruolo degli Stati Uniti “nella sfida ai cambiamenti climatici” è risultato decisivo nell’assegnazione del Nobel. “Da 108 anni – si concludono le motivazioni di questa scelta – il Comitato ha cercato di stimolare la politica internazionale e gli atteggiamenti di cui Obama è portavoce a livello mondiale”.

IL “WOW” DEL PORTAVOCE USA E L’UMILTà DI BARAK – E’ stato Robert Gibbs, portavoce del Presidente, a ricevere per primo la notizia e ad accoglierla con un “Wow”, assicurando poi che “non si lavora solo per i premi”. Il diretto interessato, Obama, ha detto: “ricevo il premio con umiltà”. I commenti del mondo politico, compreso quello arabo, sono stati i più disparati: chi plaude a questo riconoscimento, chi è titubante pensando che forse è troppo presto, chi ancora dice che Obama non ha fatto nulla per meritarselo. Il Consiglio dei Ministri in Italia ha applaudito la notizia.

L’AFGHANISTAN – Rimane in sospeso ancora la guerra in Afghanistan, giunta al suo ottavo anno. I generali americani premono per un aumento del contingente da inviare nel paese, cosa che il Presidente ha già fatto con 21 mila unità. La decisione di mandare altri uomini al fronte spetta al consiglio statunitense che Obama sta consultando da settimane. Più che inviare soldati, gli Stati Uniti potrebbero propendere per un’alleanza con il Pakistan. La decisione è prematura, prima arriverà il Nobel.


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