Abusi edilizie, discariche, fogne senza depuratori e tubature all’amianto

Gravi segnalazioni del degrado del Parco Regionale di Veio
di Claudia Tifi - 2 Settembre 2008

Insediamenti abusivi, reti fognarie che scaricano direttamente nei corsi d’acqua, discariche abusive a cielo aperto e interrate, nonché la presenza di amianto nelle tubature dell’acqua potabile. Attenendosi a queste segnalazioni di Luigi Camilloni, presidente dell’Osservatorio sociale, la situazione al Parco Regionale di Veio è davvero insostenibile.
Al punto da sollevare l’indignazione di Filiberto Zaratti, assessore all’Ambiente della Regione, che afferma di aver “chiesto la verifica e l’adozione delle misure più opportune volte al ripristino e al risanamento di un’adeguata condizione ambientale della zona in oggetto al Nucleo Operativo Ecologico di Roma, al Corpo Forestale dello Stato e al Presidente e al Direttore del Parco di Veio”. “Si proceda – prosegue Zaratti – nei confronti di eventuali responsabili dell’abbandono sui terreni, e per l’emanazione di adeguati provvedimenti atti che evitino il ripetersi di una situazione pericolosa per la salute pubblica e l’ambiente, in una zona di particolare pregio come quella del Parco di Veio”.
Pietra dello scandalo: la discarica abusiva a cielo aperto sita in località “Il Castagneto”, a nord del Comune di Formello, dove l’abbandono di materiali di ogni genere ha messo in grave pericolo il bosco di castagni, facendone seccare alcuni esemplari. Camilloni invita chi di competenza al carotaggio del boschetto, perché la maggior parte dei rifiuti sono interrati, e alla successiva bonifica del terreno.
Già a metà maggio 2008 era stata scoperta da due guardiaparco e posta sotto sequestro una discarica abusiva di due ettari nella zona di Pisciacavallo, sempre all’interno del Parco di Veio.
Dopo i sei sequestri cautelativi per opere abusive, nell’area si era creata una montagna di rifiuti costituita soprattutto da materiale proveniente da demolizioni: asfalto, cemento, calcinacci, traversine ferroviarie, ferro. Sempre secondo il presidente dell’Osservatorio sociale in quest’ area a ridosso della capitale e a forte crescita urbana l’ abusivismo edilizio dilaga e si diffonde a macchia d’olio.
Tuttavia la riqualificazione del parco dovrebbe passare anche attraverso opere pubbliche che migliorino la situazione delle acque all’interno del parco.
“Non è possibile tutelare la testuggine d’acqua, la gallinella d’acqua, gli anfibi, i pesci e tante altre specie di cui è ricco il Parco – sostiene Camilloni – se nel Parco esistono reti fognarie che in mancanza dei collettori principali scaricano direttamente nei corsi d’acqua come avviene nel fiume Cremera”. 
Da www.vignaclarablog.it, Camilloni rilancia alla Regione un’inquietante interrogazione: “quanti sono i chilometri di tubazioni in cemento amianto che sono ancora interrate all’interno del Parco di Veio con cui è rifornita di acqua ritenuta ‘potabile’ parte della città, come avviene a tutt’oggi dall’acquedotto Camuccini?” .“Colgo l’occasione – continua – per chiedere alla Regione attraverso gli organi competenti, delle analisi specifiche per verificare la presenza di amianto nell’acqua erogata dall’acquedotto dell’Arsial (ente regionale), soprattutto dopo i frequenti casi di rottura delle stesse tubazioni, come avvenuto ad Agosto a Formello. Quando la Regione ha intenzione di dichiarare guerra all’amianto?E’ una sostanza cancerogena, dichiarata fuorilegge e molto nociva per la salute dei cittadini".


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