Affissioni, bocciatura della Delibera di iniziativa popolare

Catarci: "una vergogna la boccaiatura. Erano state raccolte più di 10.000 firme"
Enzo Luciani - 25 Novembre 2011

Con 24 voti contro e 19 a favore, il Consiglio Comunale il 24 dicembre 2011 ha respinto la delibera di iniziativa popolare sottoscritta da 10.000 cittadini.

“La maggioranza capitolina di centro destra – informa Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI sul caso dei cartelloni selvaggi – ha vergognosamente bocciato la delibera di iniziativa popolare su cui si sono raccolte più di 10.000 firme. Tutti quei consiglieri che in questi mesi dicevano di stare dalla parte della cittadinanza e delle regole, di non poterne più dello scempio delle decine di migliaia di mostri di ferro e cemento, hanno votato compatti secondo le indicazioni della Giunta Alemanno, con l’eccezione del consigliere Torre.

Lo hanno fatto in maniera doppiamente ipocrita, dimenticando le parole spese e facendo il giochetto di allegare un ordine del giorno che non ha nessuna valenza. Lo hanno fatto senza argomentazioni reali se non la difesa dell’indifendibile Delibera 37/09 che ha comportato piena deregulation e ha ingigantito i guasti dell’inadeguata azione di regolamentazione svolta negli anni precedenti.

Con la Polizia Municipale mandata a sequestrare gli uffici e gli archivi per irregolarità e il rischio di infiltrazioni mafiose (invece della Dia o della finanza…), con l’ordinanza che blocca nuovi impianti e ricollocazioni, con il tardivo, costoso e inutile piano di demolizioni, in realtà si ammette un clamoroso fallimento politico durato quasi 4 anni, senza rinunciare alla tutela di interessi forti archiviando l’iniziativa di autotutela promossa dalla società civile.

Quello del Sindaco è un goffo tentativo di autoassoluzione, con azioni scomposte e propagandistiche che mirano a lasciare tutto com’è, anche dopo la tragedia dei due ragazzi morti a Via Tuscolana. Denunciando tale irresponsabilità, numerosi Municipi associazioni, comitati e blog rivolgono un appello direttamente al mondo imprenditoriale: si rinunci all’utilizzo dell’impiantistica su strada, sull’esempio di Telecom Italia, finché sarà caratterizzata da tale degrado e noncuranza per la città, per ribadire nei fatti i principi di responsabilità sociale e non restare passivi davanti al massacro di Roma”.


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