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Roma Capitale del cemento: nel 2025 persi 74 ettari di verde. Veloccia: “17 ettari dovuti alle opere per il Giubileo”

Allarme Ispra: la città inverte la rotta e guida le classifiche del cemento. Il Campidoglio si giustifica con i cantieri di Tor Vergata. Il dossier: "Subito opere di depavimentazione"

Un primato nazionale che la Capitale d’Italia avrebbero fatto volentieri a meno di conquistare. Nel 2025 il comune di Roma ha ceduto al cemento 74 ettari di superficie verde, balzando in cima alla classifica italiana delle città con la maggiore avanzata dell’impermeabilizzazione del suolo.

È la fotografia scattata dall’ultimo rapporto SNPA-Ispra (Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio), che registra un’amara inversione di marcia per Roma dopo due anni consecutivi (2023 e 2024) in cui la curva delle superfici artificiali sembrava essersi stabilizzata o ridotta.

Su scala nazionale la diagnosi è spietata: ogni secondo in Italia vengono cementificati 3,2 metri quadrati, per un saldo netto annuo di 95 chilometri quadrati.

Il Lazio tra cemento romano e pannelli solari nella Tuscia

L’arretramento della Capitale trascina l’intera regione Lazio, che si consolida come il secondo territorio regionale più impattato d’Italia dietro la sola Sicilia. A spingere i dati laziali è anche la provincia di Viterbo, risultata la prima area provinciale italiana per perdita di suolo: in questo caso, come sottolinea Ispra, il fenomeno è dovuto alla massiccia e non sempre governata installazione di impianti fotovoltaici a terra.

Il dossier Ispra sul “potenziale di ripristino”

Il report dell’Ispra individua nella provincia romana la maggiore area d’Italia su cui applicare interventi di depavimentazione e ripristino ecologico. Solo nel territorio del comune di Roma sono stati mappati 10.294,78 ettari di superfici sigillate ed edificate ma rifunzionalizzabili (con oltre 5.000 ettari appartenenti al demanio pubblico).

Nelle indicazioni della presidente dell’Ispra, Alessandra Gallone, la sfida del prossimo quinquennio consisterà nell’indirizzare la programmazione urbanistica verso il recupero sistematico di questi spazi dismessi, per restituire drenaggio e servizi ecosistemici al territorio capitolino.

Il rebus delle opere giubilari e la linea del Campidoglio

Davanti alle rilevazioni dell’Ispra, l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, ha cercato di contestualizzare l’incremento:

«Oltre il 20% del nuovo consumo di suolo (17 ettari) è riconducibile alle sole opere infrastrutturali e viarie realizzare a Tor Vergata per il Giubileo — ha dichiarato l’assessore —. Il dato assoluto risente della vastità del nostro territorio comunale. Non dobbiamo bloccare lo sviluppo, ma rifunzionalizzare, come faremo all’Ex Fiera di Roma dimezzando l’impermeabilizzazione».

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