

Il Gruppo d’Intervento Giuridico ha presentato un’istanza formale per ottenere trasparenza
Il rombo delle motoseghe è arrivato prima delle spiegazioni. A Monteverde, in particolare su viale dei Quattro Venti, novanta olmi, imponenti e familiari, uno dopo l’altro, sono stati segati di netto.
«Stanno uccidendo la nostra storia», mormora una signora anziana affacciata al balcone. Intorno a lei, il suono secco dei tronchi che cadono si mescola ai cori improvvisati di cittadini e ambientalisti. Cartelli scritti a mano, proteste sotto la pioggia di segatura, sguardi sgomenti rivolti verso quei ceppi che ieri erano ombra, bellezza, ricordi.
Il Comune parla di sicurezza. «Quegli alberi erano in classe D, pericolosi, pronti a crollare – spiegano dall’assessorato all’Ambiente –. Dopo la tragedia di via di Donna Olimpia, non possiamo permetterci altri morti».
La promessa? Ogni albero tagliato sarà sostituito, in tempi brevi, con uno nuovo. «Non lasciamo i ceppi sui marciapiedi, vogliamo trasformare ogni taglio in una rinascita».

Il Gruppo d’Intervento Giuridico ha presentato un’istanza formale per ottenere trasparenza. Le associazioni ambientaliste parlano di scelte calate dall’alto, senza consultazione. «Non è solo una questione ecologica, è sociale – dice Jacopa Stinchelli, attivista di “Vox Arborum” –. Gli alberi fanno parte dell’identità di un luogo. E quando spariscono così, senza spiegazioni convincenti, è come strappare via un pezzo di comunità».
All’Eur, la scena si ripete: viale Europa perderà 50 tigli, giudicati anch’essi instabili. Ma qui la polemica si infiamma per un’altra ragione: nei tronchi, denunciano gli attivisti, ci sono nidi attivi. E la domanda: che fine farà la fauna urbana?
Il Comune prova a calmare le acque: «Se ci sono nidificazioni, si sospende l’intervento». Ma intanto la fiducia scricchiola, proprio come quei rami non più sicuri.
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