All’Infernetto raso al suolo un casale di 100 anni

Associazione Severiana: "Non si distrugge così la memoria storica di un territorio"
di Serenella Napolitano - 1 Agosto 2011

Una notizia che ha molto dell’incredibile. Invece sembra proprio che per ‘errore’ è stato cancellato un intero casale. A denunciarlo è stata l’associazione Severiana, che il 28 luglio 2011 ha diffuso un comunicato, in cui spiegava il tragicomico errore, che vede distrutto il casale che ha dato nome al quartiere Infernetto. Già presente sulle carte IGM del 1920, verrà sostituito da 2 nuovi edifici. Silenzio assordante del Comune e della Soprintendenza. Un dettagliato esposto verrà inoltrato alla Procura di Roma e ai Carabinieri TPC.

“Per negligenza del Comune di Roma, della Soprintendenza Archeologica di Ostia e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma – enuncia il comunicato – un casale di oltre 100 anni è stato raso al suolo all’Infernetto per fare spazio a 2 villini moderni. Si tratta del Casale dell’Infernetto che già una carta IGM del 1920 riportava come esistente a tre km dal borgo di Castel Porziano, lungo l’omonimo viale. Un casale che conservava nel proprio nome una delle più antiche citazioni del toponimo poi assunto dall’attuale quartiere sviluppatosi attorno. Un semplice casale, dalle forme architettoniche lineari ma che rappresentava il caposaldo storico dello sviluppo urbanistico dell’area”.

La colpa sembrerebbe di un’errata lettura della carta dell’IGM. Il casale infatti è stato posizionato un km distante (n.78 del Foglio 30S), dietro il ristorante ‘I Ciarli’, liberando dunque dal vincolo il vero ‘casale’, posizionato all’angolo tra via Curon Venosta e via Bersone.

Varie sono le domande che si pongono nell’Associazione: “Solo questa la disattenzione? No, perché la costruzione dei 2 nuovi villini è stata autorizzata il 23 febbraio 2011, secondo la formula di ‘demolizione e ricostruzione’ che vuol dire che si sono potute riutilizzare le sole esistenti cubature. Nessuno ha visto che si trattava, nell’autorizzare a distruggerlo, di un casale storico, uno degli ultimi rimasti nel quartiere? Nessuno si è preoccupato di applicare il vincolo paesaggistico? Chiederemo agli enti preposti la sospensione dei lavori e l’accertamento delle eventuali responsabilità inoltrando un dettagliato esposto alla Procura di Roma e al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale- conclude il comunicato – Non si distrugge così la memoria storica di un territorio”.


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