Azuni: ‘la crisi non si risolve con colate di cemento’

Il commento della consigliera alla delibera 'Le misure anticrisi in materia di attuazione dell’edificazione privata', approvata il 22 novembre 2011
Riceviamo e pubblichiamo - 23 Novembre 2011

Con l’approvazione, avvenuta nel pomeriggio di ieri (22 novembre 2011N.d.r.), della proposta di delibera 116/2011 riguardante “Le misure anticrisi in materia di attuazione dell’edificazione privata – Regime transitorio”, l’Assemblea Capitolina ha sferrato, con un consenso bipartisan, un colpo mortale alla, già agonizzante, urbanistica romana.

Intendo manifestare pubblicamente il mio più fermo dissenso, espresso nei luoghi istituzionali con il mio voto contrario a detta proposta, in quanto mi rifiuto categoricamente di essere complice attiva del perpetrarsi di un urbanistica contrattata che ha ormai sostituito, di fatto in questa città, la pianificazione, consentendo il trionfo della rendita ed la conseguente speculazione a favore dei soliti noti costruttori.

Ho presentato 7 emendamenti attraverso i quali è stato chiesto di inserire, nel nuovo Schema di Convenzione Urbanistica, che, ogni intervento edilizio realizzato ad opera dei privati, fosse preceduto dalla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria , ponendo, così di fatto, come elemento imprescindibile dello sviluppo urbano, la tutela dell’interesse pubblico ed il miglioramento della qualità di vita degli abitanti di questa città. I cittadini prendano atto che detti emendamenti, sebbene ritenuti verbalmente, fondati, sono stati, di fatto, bocciati.
Mio malgrado, debbo constatare che non poteva essere altrimenti, visto che ci vuole proprio coraggio, per non dire arroganza, per chiamare “misure anticrisi” quelle atte, secondo la Giunta Alemanno, “ a favorire lo sviluppo e la crescita della Città, proprio nei settori maggiormente esposti alla crisi come quello dell’edilizia”. Ci vuole arroganza ed incoscienza. La crisi economica non si risolve con ulteriori migliaia di mc di cemento da colare sulle aree di una città , già da tempo, prive di infrastrutture adeguate per la mobilità; prive di adeguati controlli di prevenzione idrogeologica tali da cagionare allagamenti di immobili ed esondazioni mortali come quella recente in cui ha perso la vita, un giovane padre di famiglia all’Infernetto. Questa ultima criticità è stata oggetto di una mia mozione, approvata all’unanimità in Assemblea Capitolina nella seduta del 7 giugno 2010, con la quale ho chiesto che l’Amministrazione si facesse carico dell’istituzione di un servizio geologico comunale. Detta mozione, è rimasta, a tutt’oggi, disattesa.

La crisi economica di questa città ci racconta anche di un mercato colmo di immobili invenduti perché proposti alle famiglie a prezzi esorbitanti i quali arrivano, in alcuni quartieri, persino a 12.000 €/mq; famiglie che non hanno, a differenza di alcuni costruttori di questa città “ tormentati dalla crisi”, titoli in Borsa o partecipazioni azionarie in società o istituti bancari di pregio. Questa Giunta ha scelto modalità piuttosto contorte per coprire l’ennesima prevaricazione dell’interesse privato sugli interessi della collettività.
Per il prossimo Natale, il Sindaco Alemanno ha preparato, per l’ACER, un ulteriore gran bel pacco regalo, ma sappia che dovrà rispondere della “sua generosità” a migliaia di cittadini già esasperati dalla superficialità con cui, in questa città, si stanno affrontando le politiche urbanistiche.

Gemma Azuni
Presidente del Gruppo Misto (Sinistra, Ecologia Libertà)
Assemblea Capitolina – Roma Capitale


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