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Batterio killer: assolti i germogli di soia

In ventitre test su quaranta non si riscontra la variante di Escherichia coli

Assolti i germogli soia dall’accusa di portare la grave epidemia di Escherichia coli. I risultati riferiti dal ministero dell’Agricoltura della Bassa Sassonia dei primi 23 test sui 40 previsti non hanno riscontrato la presenza del batterio killer. Sono risultati negativi anche altri otto test realizzati ad Amburgo.

In Italia “la situazione è sotto controllo, non deve generare allarmismi e non deve modificare le nostre abitudini alimentari” dichiara in una nota il ministro della Salute Ferruccio Fazio a proposito dell’infezione di Escherichia coli.

“Abbiamo allertato le Regioni, le strutture sanitarie e gli uffici sanitari alle frontiere, responsabili dei controlli sulle importazioni alimentari – prosegue la dichiarazione del ministro – Nei giorni scorsi, quando le autorità sanitarie tedesche avevano comunicato che i responsabili della diffusione del batterio potessero essere i cetrioli, ne avevamo sequestrate diverse partite, per un totale di 16 quintali, prontamente dissequestrate quando tutte le analisi hanno dato risultati negativi. Abbiamo un efficiente sistema di sorveglianza sindromica, in grado di segnalare e curare tempestivamente eventuali casi. Sinora non è giunta alcuna segnalazione di infezione da parte di questo ceppo di batterio E.coli, né nella popolazione italiana residente, né in turisti provenienti dalla Germania. Poiché la quasi totalità dei casi di infezione è circoscritta alla zona di Amburgo, – conclude Fazio – consiglio solo ai cittadini italiani che debbono proprio recarsi nel Nord della Germania di non consumare in loco verdura e frutta crude e di non bere acqua di rubinetto, finché la causa dell’epidemia non sarà stata accertata”.

I caratteri di patogenicità del batterio killer sono stati analizzati dal laboratorio dell’Istituto Superiore di Sanità, insieme al Laboratorio di Riferimento Europeo per il settore medico a Copenaghen, ed è stato stabilito che si tratta di una variante rispetto a quelli classici associati alla Seu (Sindrome Emolitico Uremica).

In Europa, al momento, i casi di infezione da variante dell’E.coli (Ehec) e della complicanza più temuta, la sindrome emolitica uremica (Seu), secondo il bollettino diffuso dall’Ecdc (European Center for Disease Prevention and Control), sono arrivate rispettivamente a 1.672 e 661 casi, con 22 morti. Un decesso in Svezia, mentre gli altri sono stati registrati in Germania.

Il rischio epidemia di Escherichia coli è stato anche al vertice dei ministri della Salute dei 27 che si è svolto il 6 maggio, a Lussemburgo. Il ministro Fazio durante la riunione con i colleghi Ue ha sottolineato “la necessità di interventi a tappeto in tutta l’area contaminata dove si è sviluppata questa infezione, vista l’apparente trasversalità della contaminazione, la causa va ricercata in problemi sanitari regionali, come per altro è già avvenuto in casi simili nei passati 20 anni”.

Durante il vertice è stato deciso che nessun paese Ue procederà al blocco dell’import, poiché sarebbe inutile.

La Federconsumatori ricorda comunque ai cittadini che, per quanto reso noto finora, “è buona norma lavarsi bene le mani con il sapone prima di cucinare e mettersi a tavola; lavare con cura frutta e verdura, preferibilmente con appositi disinfettanti antibatterici; sbucciare la frutta prima di consumarla; cuocere bene la carne; in frigorifero tenere frutta, verdura e carne cruda lontani dagli alimenti cotti”.

Rimane pertanto ingiustificato l’allarmismo verso il consumo in Italia di ortaggi crudi, visto anche che le indagini di laboratorio non hanno convalidato i vegetali contaminati quale fonte di infezione. Si invitano invece le persone che hanno recentemente soggiornato in Germania a rivolgersi al proprio medico alla comparsa di sintomi gastroenterici e nel caso di diarrea emorragica.

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