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Carceri del Lazio, nuovi interventi per migliorare le condizioni dei detenuti

La Giunta regionale, ha approvato lo stanziamento di 70mila euro, destinati a interventi strutturali all’interno degli istituti di pena

Un investimento concreto per rendere più dignitose le strutture penitenziarie del Lazio e migliorare la qualità della vita delle persone detenute. La Giunta regionale, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato lo schema di un Protocollo d’Intesa che prevede lo stanziamento di 70mila euro destinati a interventi strutturali all’interno degli istituti di pena del territorio regionale.

Il provvedimento, proposto dall’assessore al Personale, alla Sicurezza urbana, alla Polizia locale, agli Enti locali e all’Università, Luisa Regimenti, nasce dalla collaborazione tra Regione Lazio, Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Provveditorato regionale Lazio, Abruzzo e Molise, Centro per la Giustizia Minorile e Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.

Nel dettaglio, 20mila euro saranno destinati all’Istituto penale minorile di Casal del Marmo, dove sono previsti lavori di ristrutturazione e arredo delle aree esterne utilizzate dai giovani detenuti per la permanenza e le attività all’aperto.

Altri 50mila euro andranno invece al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per l’allestimento di spazi dedicati ai colloqui con i familiari e per la sistemazione delle aree esterne di due o più istituti penitenziari del Lazio, con l’obiettivo di migliorare i luoghi destinati alla permanenza all’aria aperta delle persone ristrette.

Un intervento che si inserisce in un piano più ampio di attenzione al sistema carcerario regionale. «Con questa delibera – spiega l’assessore Regimentiesauriamo gli interventi previsti per il 2025 finalizzati al miglioramento della condizione detentiva e al reinserimento sociale dei detenuti, con uno stanziamento complessivo che supera i 500mila euro per le deleghe di mia competenza».

Al centro dell’azione della Regione c’è il principio della dignità umana, che non viene meno con la perdita della libertà personale.

«Migliorare la condizione detentiva significa affermare concretamente che la dignità della persona non si sospende – sottolinea Regimenti –. Le carceri non devono essere solo luoghi di punizione, ma spazi in cui, pur nella responsabilità per gli errori commessi, si possa intravedere un percorso di cambiamento e una possibilità di rinascita».


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