Cosa è stato il coronavirus per Giorgio e il suo “Giolist Bar” Ristorante

Enzo Luciani - 28 Maggio 2020

Mi e stato chiesto dal direttore di “Abitare a Roma”, Enzo Luciani, come ho vissuto questo periodo di quarantena sia da un punto di vista umano che imprenditoriale (visto che sono io a parlare vorrei chiedergli di non modificare quello che sto scrivendo altrimenti nessuno crederà che sia frutto del mio pensiero, vista la mia non eccelsa cultura).

Personalmente credo che questo periodo cambierà sostanzialmente quello che sarà il mio e nostro futuro, le nostre abitudini, i nostri svaghi e il nostro modo di affrontare i problemi.

Tre settimane a casa… disoccupato

Sono stato 3 settimane a casa disoccupato per cause di forza maggiore. L’ultima volta forse mi era capitato quando ancora da piccolo studiavo… poco, ma anche io ho studiato (pure se non è così evidente).
Poi, passati i primi giorni in cui mi è crollato il mondo addosso, con tante domande ma senza risposte… mi sono fatto forza e ho iniziato a pensare come affrontare il futuro, dove non c’era un orizzonte preciso a cui guardare, senza un obbiettivo concreto, se non sopravvivere. E là ha preso il sopravvento la parte imprenditoriale.

Dar Ciriola asporto

Le colazioni e i pranzi di Pasqua a domicilio

Ho subito pensato che magari sotto le festività, portare la colazione di Pasqua o il pranzo pasquale a casa poteva servire a chi magari aveva continuato a lavorare e non aveva il tempo o la voglia di preparare il pranzo della Pasqua e da lì ho ripreso la mia attività di ristorazione/bar.
Tra mille difficoltà e preoccupazioni ho iniziato a prendere le ordinazioni e devo ringraziare tutti coloro che hanno apprezzato questa mia iniziativa.

Confesso che girare per il quartiere dove sono cresciuto la domenica di Pasqua in un silenzio assordante è stato surreale… sembrava di girare un film dove si attraversa una città deserta, morta!!!

I gesti di simpatia ricevuti

Visto la mancanza di liquidità, dovuta alla chiusura forzata, ho ideato “bar Giolist solidale”, una sorta di affiliazione del cliente dove chi paga anticipatamente le consumazioni, riceve un bonus del 10 per cento della somma versata; così per avere una liquidità immediata.
Devo dire che le persone del quartiere, magari favoriti dalla conoscenza profonda della mia persona essendo cresciuto nel quartiere, mi hanno lasciato senza parole: ho ricevuto gesti e parole che mi hanno dato la forza per andare avanti in un momento non solo per me, difficilissimo…

Tavolini all’aperto come consente il Comune

Ovviamente ci sono anche coloro che contestano il mio operato un po’ sopra le righe, solo perché ho messo i tavolini fuori dal locale, tra l’altro concesso da una delibera comunale, quindi non infrangendo nessuna regola… Qualcuno ha chiesto informazioni a un’attività vicino alla mia, per sapere se avevo fatto domanda per ottenere la concessione a mettere i tavoli fuori!
Ecco questo è quello che non sopporto. Questo atteggiamento meschino e vigliacco: perché non chiederlo direttamente a me? Forse per paura di prendersi un vaff… (chi mi conosce sa, che ne ho sempre uno pronto all’uso) o per non metterci la faccia… e qui chiudo la polemica.

Spero per tutti che questo periodo ci renda persone diverse e con migliori rapporti interpersonali.
Vedo, soprattutto nel gruppo Facebook di Tor Tre Teste sceriffi mascherati che controllano, o meglio controllavano, quante persone c’erano nel parco, chi portava la mascherina, chi entrava dentro al bar per consumare… questo mi sembra troppo!

Spero e credo di superare ancora una volta questa debacle economica e poter avere la voglia e soprattutto la possibilità di tirare su le serrande con meno timori e preoccupazioni di oggi con il vostro sostegno! Buona giornata a tutti!!!


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