Crisi, disertati gli stabilimenti balneari del Lazio

Da maggio a agosto le presenze sono diminuite del 20% rispetto al 2008. Diminuiti anche gli incassi al bar. Molti romani nelle spiagge libere, in particolare a Fregene
di Emiliana Costa - 31 Agosto 2009

Presenze diminuite del venti per cento, calo dei consumi e riduzione drastica degli incassi. Quella appena trascorsa è un stagione da dimenticare per gli stabilimenti balneari del litorale romano. A tracciare il bilancio è il presidente dell’Assobalneari capitolina Renato Papagni secondo cui il quadrimestre maggio-agosto 2009 è stato estremamente negativo rispetto a quello dello scorso anno.

Dai dati forniti dall’Assobalneari risulta che nei mesi di maggio e giugno, complici le condizioni meteorologiche avverse, le presenze negli stabilimenti siano calate dalle 120mila dello stesso periodo del 2008 alle 20mila di quest’anno. «A luglio c´è stata una ripresa – spiega il presidente Papagni – gli stabilimenti sono stati affollati dal 50 per cento di persone in più rispetto a giugno, ma paragonati a quelli del 2008 gli ingressi nel mese sono stati comunque vicini al 15 per cento in meno».

Ad agosto, invece, la situazione è migliorata leggermente. «Il recupero è stato discreto ma evidente e si è attestato intorno al 5-10 per cento – conferma Fabrizio Fumagalli del sindacato balneari del Lazio – per effetto della crisi molti romani non hanno lasciato la Capitale e così nel weekend hanno affollato gli stabilimenti di Ostia e Fregene».
In pochi, però, dopo aver pagato i canonici 10-12 euro per l’affitto di lettino e ombrellone, hanno deciso di spendere qualche altro euro anche per acquistare una bibita da sorseggiare sulla spiaggia.

«Dai dati rilevati negli stabilimenti laziali durante i mesi di giugno, luglio e agosto – spiega l’Assobalneari – risulta che i consumi di gelati, acqua e caffè sono diminuiti del 25 per cento rispetto allo scorso anno».
Effetto della crisi, dunque, che ha portato ad un aumento delle presenze nelle spiagge libere.
«C´è stata un´impennata nel numero dei romani che, in particolare a Fregene, hanno scelto le zone non a pagamento» conferma Renato Papagni.

In pratica, la tendenza dell’appena trascorsa stagione estiva è stata quella di spendere il meno possibile. Quindi meno consumi e spazi liberi.
E se è vero che le presenze dei romani negli stabilimenti sono diminuite, è altrettanto vero che, come ribadisce l´Assobalneari, «anche i turisti hanno completamente disertato le spiagge di Ostia e Fregene. Manca la promozione, anche se la Regione in questo senso si è attivata».

Ma per il presidente del sindacato balneari, Fabrizio Fumagalli «prima di preoccuparsi della promozione turistica del litorale laziale all’estero, il Campidoglio dovrebbe provvedere di riqualificare Ostia e offrire servizi di cui il XIII municipio è completamente carente».

In particolare, secondo Fumagalli «piuttosto che costruire due piscine sul lungomare, il Comune avrebbe già da tempo dovuto realizzare parcheggi e infrastrutture, perché è impensabile che chi viene a Ostia per trascorrere una giornata al mare debba invece passare ore alla ricerca di un posto auto».
Il sindacato balneari lancia dunque un appello: «Il Comune – dice il presidente Fumagalli – deve attivarsi al più presto per ripristinare il decoro urbano di Ostia, dove d´estate le aree verdi versano in uno stato di totale degrado e abbandono».


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