

Francesco Fedele: 17 su cento studenti romani hanno problemi cardiaci
Lo stress socioeconomico del momento attuale non fa bene al cuore è quanto emerso durante il 71° Congresso Nazionale Società Italiana di Cardiologia (Sic), che si è svolto a Roma, al Rome Cavalieri, da sabato 11 a lunedì 13 dicembre.
L’incertezza del futuro, per i cardiologi, può costituire un nuovo fattore di rischio poiché crea un’accelerazione nei processi aterosclerotici. L’Oms ne ha preso subito atto inserendo nell’Atlante delle Malattie Cardiache, tra i fattori di rischio modificabili, proprio la depressione, lo stress e il basso stato socioeconomico. “E’ un disegno preoccupante quello che stiamo verificando nella nostra quotidianità – nota durante la conferenza stampa Paolo Marino, presidente della Società Italiana di Cardiologia – anche perché la crisi economica piomba sul cuore in un momento in cui registravamo un calo della mortalità per malattie cardiovascolari per merito della prevenzione”.
Il Congresso Sic si è rivolto al cuore dei giovanissimi. E’ stato, infatti, esaminato uno studio condotto su mille studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori di Roma e provincia. Gli studenti sono stati esaminati e sottoposti ad elettrocardiogramma dai cardiologi del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie della Sapienza, diretto dal prof. Francesco Fedele. “E’ emerso – sottolinea il prof. Fedele – che i fattori di rischio sono elevati” “Un 20% degli studenti – spiega Fedele – hanno una familiarità cardiovascolare, per genitori o congiunti stretti con problemi di cuore, un 14% fumano più di 10 sigarette al giorno e un 12% abusano con l’alcool. Il dato sulla droga, il 9%, desta grande sospetto. Il dato più importante è che l’analisi dei tracciati ha dimostrato anomalie elettrocardiografiche di rilievo nel 17% dei casi”.
Questi sono per i cardiologi dati fondamentali per intercettare tempestivamente patologie cardiovascolari e per prevenire la morte improvvisa dei giovani. La Fondazione Italiana di Cardiologia con la Sic vuole per questo estendere lo screening a tutto il Territorio nazionale con la promozione di campagne di informazione e raccolta fondi.
Nella prevenzione delle malattie cardiovascolari si è avviato uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie della Sapienza che mette in evidenza nella cardiopatia ischemica non solo l’ attenzione ai grossi vasi e alla placca aterosclerotica ma, ed ecco la novità, anche al microcircolo.
Riguardo a questo studio Francesco Fedele osserva: “Un altro tema che merita particolare attenzione riguarda la fibrillazione atriale e la cardiopatia ischemica, perché ci sono nuove ed importanti opzioni farmacologiche, oltre ad un’avanzata tecnologia”.
Alcuni dati sull’incidenza delle malattie cardiovascolari tra gli abitanti del Lazio: nel 2007, ultimo riferimento disponibile, sono morti 8.829 uomini e 10.917 donne, in entrambi i casi il tasso di mortalità è stato leggermente superiore alla media nazionale. Nella sola regione Lazio il tasso di morti evitabili per il cardiovascolare potrebbe essere dell’82,6 per gli uomini e del 32 per le donne ogni 100mila residenti.
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