

Il quartiere, sempre più esasperato, denuncia una situazione che appare ormai fuori controllo
A Don Bosco la notte non è sinonimo di silenzio. Le strade si trasformano in teatri di schiamazzi, fuochi d’artificio e urla che si protraggono fino all’alba.
Di giorno, invece, i residenti devono fare i conti con furti e microcriminalità. Il quartiere, sempre più esasperato, denuncia una situazione che appare ormai fuori controllo.
«Regna sovrana l’anarchia, basta guardarsi intorno», denuncia l’avvocato Tiziana Siano, presidente del Comitato di Quartiere Don Bosco.
La misura è colma. Tanto che la presidente del comitato ha preso carta e penna e, il 19 settembre, ha scritto direttamente al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
«La nostra richiesta non è una critica alle forze dell’ordine – spiega – siamo grati per lo sforzo che stanno facendo. Ma il commissariato Tuscolano non ha abbastanza uomini per coprire un territorio così vasto e problematico».

Alla malamovida si sommano altre emergenze. Via Papiria è un colabrodo, con buche e crepe che rendono pericolosa la circolazione. Viale Don Bosco, invece, resta spesso al buio per la scarsa illuminazione, aumentando il senso di insicurezza dei residenti.
L’appello al Viminale è chiaro: servono più agenti. «Il personale attualmente in servizio – si legge nella lettera – non può sopperire a tutte le necessità».
E nel frattempo i cittadini continuano a convivere, ogni giorno, con la paura di vivere in un quartiere che si sente lasciato solo.
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