

Solo 2038 coppie hanno detto “sì” davanti a Dio. In pratica, meno di un terzo. Il 64% delle coppie ha scelto di farlo davanti a un ufficiale di stato civile
Nella Città Eterna, l’amore non è eterno come un tempo. O almeno, non passa più spesso per l’altare. I dati parlano chiaro: nel 2024 sono stati 6440 i matrimoni celebrati a Roma, il numero più basso dal 2015 (escludendo l’eccezionale crollo causato dal Covid).
Un dato che sorprende, se si considera che negli ultimi due anni sembrava essere tornata la voglia di promettersi amore eterno: 6434 matrimoni nel 2022, 6702 nel 2023. Ma oggi, l’andamento è di nuovo in discesa.
A cambiare, non è solo il numero degli anelli scambiati. A cambiare è anche – e forse soprattutto – come ci si sposa. Oggi a Roma si preferisce la sobrietà del rito civile alla tradizione del matrimonio in chiesa.
Solo 2038 coppie hanno detto “sì” davanti a Dio. In pratica, meno di un terzo. Il 64% delle coppie ha scelto di farlo davanti a un ufficiale di stato civile.
Uno specchio dei tempi, e forse anche delle nuove priorità. O dei nuovi budget. Perché se è vero che ci si sposa di meno, è anche vero che il matrimonio – quando si fa – è spesso un investimento importante.
Nella Capitale, organizzare una cerimonia lungo l’Appia Antica può arrivare a costare anche 250 euro a persona. Un lusso che pochi possono o vogliono permettersi.
Eppure, il Lazio resta la seconda regione d’Italia per numero di matrimoni, con il 9,8% delle nozze celebrate nel Paese. Ma guardando l’età media degli sposi, si capisce anche un’altra tendenza: ci si sposa sempre più tardi. La fascia più numerosa è quella dei 30-34 anni (1593 nozze), seguita da quella tra i 40 e i 49 (1359), e solo dopo da quella dei 35-39 (1027).
Accanto ai matrimoni, restano stabili anche divorzi e separazioni. Nel 2024, sono stati 3134 gli accordi extragiudiziali sottoscritti in città: 1489 divorzi e 1645 separazioni. Un dato quasi identico a quello del 2023.
Roma cambia, e con lei cambia anche il modo di vivere le relazioni. Forse si sogna ancora il grande amore. Ma sempre più spesso, si sceglie di farlo senza veli, campane o riti tradizionali. L’amore, oggi, ha forme nuove. E anche quando finisce, sembra farlo con più discrezione che in passato.
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