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Geim elettrodomestici: affidabilità e servizio a Tor Tre Teste

Un negozio scelto per gli acquisti anche da Paolo Villaggio e Caterine Spack
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 19 Ottobre 2012

In via Davide Campari 193-195 c’è ormai da lunghi anni un negozio di elettrodomestici sui generis. La particolarità di questo originale punto vendita è presto detta: funziona anche da punto di ascolto di clienti vecchi e nuovi che trovano da sempre in Peppe ma soprattutto in Eleuterio De Santis un orecchio attento all’ascolto sulle tante cose piccole o grandi che non vanno nel quartiere. Eleuterio poi non manca di sollecitare “la stampa” locale, cioè noi di “Abitare a Roma”, e noi naturalmente scriviamo, indaghiamo, interpelliamo chi di dovere.
Oggi invece tocca a noi porre delle domande ai due fratelli (anzi, solo ad Eleuterio, perché Peppe, come al solito, quando c’è da parlare, "se la squaglia").

Allora, Eleuterio come vi è venuta in mente l’idea di mettere in piedi questa attività, in un quartiere, nato da pochi anni?

Mio fratello Peppe ed io nasciamo come riparatori di televisori ed installatori di antenne satellitari. Con l’arrivo della televisione commerciale decidemmo di mettere in piedi un laboratorio tutto nostro per le riparazioni e ricevevamo continue richieste dai clienti anche per l’acquisto vero e proprio dell’apparecchio visto che, per comprarlo, dovevano spostarsi a Centocelle o nelle zone limitrofe.

Come avete risposto?

Nel 1982 quindi, con l’aiuto di un negoziante storico di Centocelle, Ciccarelli, abbiamo aperto il primo negozio di elettrodomestici di Tor Tre Teste, precisamente al numero 163 di via Campari.

E si ricorda quali sono state le prime vendite?

Tre lavatrici, due televisori e qualche frigorifero.

E poi?

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Quando abbiamo capito che avevamo conquistato il favore dei clienti abbiamo proseguito su questa strada, perché gli utenti del quartiere si trovavano bene con il nostro prezzo e gradivano soprattutto la nostra capacità di consigliare e spiegare il funzionamento del prodotto e così soprattutto grazie al passaparola invitavano i loro amici e parenti ad acquistare da noi.
Addirittura accadde che alcune persone ci telefonarono chiedendoci di portargli a casa, scegliendo noi per loro, l’elettrodomestico che gli occorreva mostrando la più completa fiducia nei nostri confronti.

Qual è stato il segreto del successo di Geim elettrodomestici?

A premiarci è stato soprattutto il servizio che abbiamo sviluppato nel corso degli anni che ci ha permesso di andare avanti abbastanza bene sino alla maledetta crisi attuale. Il nostro cliente solo la prima volta è reputato tale, poi, quando ritorna lo consideriamo un nostro amico. Noi abbiamo sempre puntato sopra ogni cosa sul rapporto di fiducia con la nostra clientela. Con correttezza, disponibilità e affidabilità

Quali sono le principali difficoltà che incontrate nel vostro lavoro?

Un tempo i nostri clienti ci chiedevano il prodotto migliore badando meno al prezzo e puntando soprattutto sulla durabilità del prodotto. Adesso invece, subissati dalle offerte mirabolanti dei centri commerciali e dei megastore puntano tutto sul pezzo e sul prezzo più economico. E perciò combattere su questo fronte diventa per noi una battaglia persa. Questo perché il cliente viene attirato e si lascia suggestionare dall’offerta, senza esaminare attentamente il prodotto o come lo stesso funziona. E, una volta che lo ha acquistato, appena incontrano un problema vengono da noi e pretendono magari di avere il nostro aiuto senza alcuna spesa.

Quindi i centri commerciali vi hanno gravemente danneggiato?

Sì, è così, la crescita abnorme della grande distribuzione ha inciso negativamente nel campo dei piccoli esercizi di elettrodomestici. Oggi ci troviamo a convincere il cliente, spesso senza riuscirci, a comprare un oggetto durevole e valido, anche perché consente il risparmio, quello vero (chi più spende, meglio spende). E, non essendo la nostra clientela in possesso di un’alta specializzazione media, se hanno comprato un oggetto che non va bene, hanno poi necessariamente bisogno di qualcuno che glielo può installare e garantire una buona assistenza. E quindi devono necessariamente sborsare del denaro in aggiunta. Quindi si trovano ad aver fatto, come dice il proverbio, il risparmio di Maria Calzetta… Insomma, dopo il primo acquisto in un centro commerciale, spesso ritornano da noi, perché capiscono che il prodotto in offerta, la maggior parte delle volte, non soddisfa le loro vere esigenze.

Come ricorda il quartiere al momento dell’apertura del vostro esercizio e come si è evoluto?

Tor Tre Teste è un quartiere che si è molto sviluppato con l’espansione della zona nuova, quella attorno a via Tovaglieri, per intenderci. E non solo abbiamo visto arrivare molti servizi quali la nascita del parco, la banca e la posta ed il bus, anzi i due bus, anche se la gente chiede che sia migliorato ancora per essere perfetto. Il quartiere ha saputo conquistare e valorizzare un parco che molti quartieri vicini ci invidiano, anche per la presenza della bella chiesa di Meier, la Biblioteca, l’impianto di atletica, i centri sportivi.

Il vostro negozio ha sempre avuto un rapporto positivo e ha cercato di stimolarne la crescita anche sportiva, culturale. Può raccontarci un episodio memorabile?

Noi abbiamo un ottimo rapporto con questo quartiere, ricordiamo con piacere anche un cliente speciale che è poi diventato anche un nostro grande amico. Era a settembre 1998 quando un giorno vedemmo entrare da noi “nientepopodimeno” (come diceva Mario Riva) che Paolo Villaggio, il quale veniva qui da noi per guardare i televisori accesi e farsi consigliare. Poi ci chiese cortesemente di poter utilizzare il nostro bagno per farsi la barba, conquistandoci tutti per la sua verve, la sua amabilità e la semplicità che lo contraddistingue. Egli stava girando delle scene di un film qui nel nostro quartiere. Quel giorno si fece fotografare con tutti noi ed anche con alcuni curiosi accorsi. Poi andammo anche a casa sua a consegnare il televisore che acquistò, accordandoci sul prezzo con sua moglie. Un ricordo splendido. Tra i tanti altri clienti ci fu anche l’attrice Catherine Spack che invece, incuriosita dalle riparazioni dei televisori, rimase un bel pezzo accanto a noi per capire meglio come funzionava il prodotto.  


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