Giornata della Memoria: spettacoli teatrali e Fiaccolata

Le iniziative nella capitale per ricordare la Shoah
di Serenella Napolitano - 28 Gennaio 2010

27 gennaio 2009, giornata della Memoria. In tutta Roma si sono concluse ieri le iniziative per ricordare la Shoah. Dalle mostre agli spettacoli, dalle letture alle manifestazioni dentro le piazze, tutti uniti bambini e meno bambini per non essere indifferenti.

Nelle scuole di Roma varie sono state le iniziative per avvicinare i ragazzi a ricordare non solo leggendo una pagina di storia ma facendo rivivere momenti drammatici attraverso la musica e lo spettacolo.
Il liceo Morgagni di Roma nel XVI Municipio ha ospitato il regista Roberto Attias con lo spettacolo "13419, la necessità del ritorno"prodotto da Ettore Scola.
Il racconto accomuna due epoche storiche vissute nella città di Roma: il 1968 con la battaglia di Valle Giulia e la placida Roma del ghetto degli anni ’30 e ’40 prima della guerra e dell’avvento delle leggi razziali.

Uno spettacolo nel caro e famoso dialetto romanesco per avvolgere tutti in un’epoca passata dove dignità e rispetto erano negati a chi aveva un’origine o una cultura o semplicemente un’idea diversa.

La vicenda è ambientata in una notte del ’68, quando alcuni studenti per la prima volta rispondono con la violenza alla violenza delle forze dell’ordine.
Quella notte molti giovani vengono portati al commissariato, per essere interrogati e spesso malmenati.
Trattenuti, vengono indotti a parlare. Ma con la loro ingenuità e nello stesso tempo con la loro voglia di cambiare le cose, tacciono e quindi il commissario, uomo tutto di un pezzo li manda in cella.
Il commissario rimane solo, la lunga notte di interrogatori, sembra volta al termine, quand’ecco che dalla porta s’affaccia un’ombra, una sagoma, un uomo (interpretato da Roberto Attias)
Il commissario pare riconoscerlo, quell’uomo era, anche lui a Valle Giulia, in mezzo agli studenti, che li incitava a contrattaccare. Eppure non è uno studente e nemmeno un professore.

L’uomo non parla, non risponde all’ interrogatorio fino a che, indotto dal solito dispotismo del commissario, sussurra qualcosa di incomprensibile: numeri, parole. I numeri che ormai sono il suo nome,mentre le parole iniziano il racconto della sua vita di “giudio” nella Roma degli anni del fascismo.
Quando non era un numero era semplicemente Cesare Terracina, una ragazzo normale che amava il calcio e voleva vivere appunto una vita normale, ma il destino non ha voluto cosi.

Uno spettacolo che tocca il cuore, uno spettacolo che nel titolo racchiude un messaggio importante:le memorie non devono essere cancellate dal tempo.

A concludere la giornata, è statala fiaccolata organizzata da Opera nomadi e Anpi,la manifestazione è partita da piazza dell’Esquilino, dove, oltre a tanti bambini rom, è stato presente anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. La fiaccolata si è conclusa in via degli Zingari sotto la lapide che ricorda i rom vittime del genocidio nazista.

Perchè durante quegli anni bui, non ci fu solo lo sterminio del popolo ebraico, ma anche quello del popolo rom.
Circa 500 mila rom trovarono la morte nei lager nazisti e ancor prima dell’inizio della guerra fu allestita un lager ‘speciale’ a Buchenwald per gli zingari. Questa la pazzia nazista.

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"Questo ci deve far riflettere per evitare che in futuro, in altri contesti, possano verificarsi situazioni simili". Lo ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Ieri mattina, però, proprio nel giorno della Memoria sono apparse svastiche sul muro accanto all’ingresso e sulla targa del Museo della Liberazione di via Tasso e altre scritte in alcune vie di Roma.

Piena solidarietà a Riccardo Pacifici, Presidente della comunità ebraica, per questo atto definito da molti doloroso.

Le scritte antisemite comparse e quelle che colpiscono Riccardo Pacifici, a cui esprimo piena vicinanza e solidarietà, sono uno sfregio a tutta la nostra comunità – afferma il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.
E’ una evidente provocazione, un vile tentativo di colpire i nostri sentimenti e i nostri valori proprio in occasione di questa giornata, dedicata alla Memoria della più grande tragedia che l’umanità abbia mai vissuto.
Gesti come questo rendono ancora più forte e più salda in noi la volontà di ricordare e di affrontare con responsabilità e coraggio una sfida culturale che resta sempre attuale”.


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