

Il governatore del Lazio al Messaggero annuncia un provvedimento ad hoc per fermare il far west nel centro storico di Roma
«I cittadini hanno perfettamente ragione: la questione delle golf car nel centro storico di Roma è diventata insostenibile e va disciplinata al più presto. Nel cuore della Capitale non può esserci spazio per mezzi che intralciano la mobilità e mettono a rischio l’incolumità delle persone». Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, sceglie le pagine del Messaggero per dichiarare ufficialmente guerra al far west dei veicoli elettrici telonati che da mesi assediano i monumenti e i vicoli del Tridente, trasformandosi nell’incubo di pedoni, automobilisti e tassisti.
Il governatore annuncia una vera e propria operazione trasparenza che si tradurrà in una legge regionale ad hoc entro la fine del 2026. L’obiettivo è mettere un freno a un fenomeno esploso senza regole e diventato una presenza fissa – e contestatissima – nelle cartoline della Capitale.
Nell’intervista, Rocca si lascia andare anche a un retroscena personale per spiegare la genesi del provvedimento, legato alle sue passioni:
«La prima volta che le ho viste sono rimasto davvero sorpreso. È successo circa un anno e mezzo fa a Villa Borghese. Io sono un golfista, quelle vetture le conosco bene. Ma col passare dei mesi ho iniziato a vederne sempre di più in mezzo al traffico cittadino, alcune gigantesche, simili a veri e propri trenini capaci di trasportare fino a otto persone. Non sono solo una causa di ingorghi continui, sono un pericolo reale. Bisogna disciplinare il fenomeno con sanzioni severissime per chi sgarra».
Per il presidente della Pisana, le golf car rappresentano a tutti gli effetti «le botticelle degli anni Duemila». Mezzi che, nelle intenzioni originarie, dovevano favorire la mobilità dolce e il turismo sostenibile, ma che in assenza di un quadro normativo chiaro hanno finito per intasare i passaggi pedonali e le corsie preferenziali.

Rocca fissa i paletti della futura legge, chiarendo subito che il Lazio non seguirà la strada già tracciata da altre città d’arte italiane: «La Regione è pronta, ma Roma non è Firenze. Il capoluogo toscano è molto più circoscritto e ha gran parte del centro storico completamente pedonalizzato. Roma ha una complessità diversa: ospita il centro direzionale del Paese, con migliaia di professionisti, ministeri e sedi istituzionali che devono convivere con i flussi turistici. Non faremo un provvedimento fotocopia».
L’intenzione della Pisana non è quella di arrivare a un bando totale, quanto a una severa perimetrazione dell’attività. Le golf car, ammette il governatore, potrebbero conservare una funzione utile se destinate specificamente ad agevolare gli spostamenti degli anziani e delle persone con mobilità ridotta, ma solo ed esclusivamente all’interno di percorsi protetti e ben definiti.
Il percorso politico inizierà ufficialmente la prossima settimana con un maxi-vertice che vedrà seduti allo stesso tavolo l’assessore regionale alla Mobilità Fabrizio Ghera, l’omologo capitolino Eugenio Patanè, le agenzie turistiche e i tour operator.
«Vogliamo ascoltare gli addetti ai lavori – conclude Rocca – perché per noi il tema non è demonizzare le imprese, ma stabilire regole chiare e farle rispettare. Noi faremo la cornice normativa entro l’anno, poi i regolamenti attuativi e le mappe spetteranno al Campidoglio».
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