I Fatti e misfatti di Natale e Capodanno di Mario Relandini

Il "Sanremo" regale del 2010 - Zingaretti realismi perfetti - Natale oggi - Doverosi aggiornamenti - Rosy su di giri - Fiat basta - Repubblica italiana s.p.a
Enzo Luciani - 30 Dicembre 2009

Il "Sanremo" regale del 2010

Il "Festival della canzone di Sanremo – hanno continuato a sottolineare i critici – non è più quella ‘trasmissione regale’ dei suoi anni migliori".

Gli organizzatori del Festival – che, oltre a non capire di canzoni, non capiscono neppure l’autentico significato da dare alle parole – non hanno interpretato l’aggettivo "regale" come sinonimo di magnifico, imponente, grandioso. E dunque, equivocando e non passando loro per la testa di consultare l’enciclopedia "Treccani", hanno creduto che, per rendere di nuovo regale il Festival, bastasse invitare almeno un principe. Il prossimo Festival vedrà perciò, tra i suoi interpreti ben pagati, anche Emanuele Filiberto di Savoia. Non fa niente se stonato. E se stonato non solo musicalmente.

Zingaretti realismi perfetti

"Io – ha confermato Nicola Zingaretti, attuale Presidente della Provincia di Roma e che il Pd avrebbe voluto proporre come prossimo Governatore del Lazio – non mi candiderò perché non ci sono le condizioni".

Le condizioni? Nicola Zingaretti, che è uomo intelligente e realista, sa bene che non ci sono e non ci saranno, in realtà, i voti.

Natale oggi

Babbo Natale – ha scritto il professore universitario australiano Nathan Grilles sul "British medical journal" – è un cattivo maestro, per i bambini, apparendo obeso, pigro, alcolizzato, impenitente fumatore e spericolato conducente".

Adotta Abitare A

Alt anche dai professori universitari, dunque, al vecchio Babbo Natale. Dopo l’alt degli ecologisti, apparendo uno sfregio contro l’ambiente, all’abete addobbato. E dopo l’alt dei laici integralisti, apparendo un’offesa nei confronti degli islamici immigrati, al tradizionale presepe. Ora, dunque? Ora potrebbe perfino non essere finito qui. Perché molto verosimilmente, da un giorno all’altro, al 25 dicembre potrebbe venire il colpo di grazia dagli specialisti del Nucleo antisofisticazioni. Potrebbe infatti arrivare, apparendo un pericolo per la salute dei consumatori piccoli e grandi, l’alt al panettone e al torrone, al salame e ai tortellini, al tacchino arrosto e allo zampone con le lenticchie, al lambrusco e allo spumante. Allegria, allora. Allegria, cin cin e buone feste.

Doverosi aggiornamenti

"Piove – recita un vecchio motto di controversa origine – piove, governo ladro".

Ora però, in questi giorni, non solo sta piovendo molto, ma sta addirittura molto nevicando e molto gelando. Sarebbe il caso, dunque, di attualizzare così il vecchio motto: "Piove, nevica e gela, governo ladro, inefficiente, mafioso e puttaniere".

Rosy su di giri

"Se portassi a cena Pierferdinando Casini – ha confidato Rosy Bindi al regista Leonardo Pieraccioni – la serata si farebbe interessante".

Da quando Silvio Berlusconi le ha poco elegantemente detto di essere "più bella che intelligente", Rosy Bindi, evidentemente, si è montata la testa.

Fiat basta
 

"La "Fiat" – ha confermato il suo "numero uno" Sergio Marchionne – fermerà la produzione delle sue auto, a Termini Imerese, dal 2012".

Si era capito subito che il "manager dal maglioncino nero" non sarebbe tornato mai indietro. Si era già capito quando, al Ministro Scajola che aveva definito la decisione una follìa per l’occupazione nel Mezzogiorno, lui aveva arrogantemente risposto: "Uno dovrebbe prima capire i dati e poi, se li capisce, arrivare a conclusioni diverse". L’augurio, allora, è che il Ministro Scajola si applichi molto nel capire sul serio i veri dati. E che, una volta capiti, decida di non dare più un euro al "manager dal maglioncino nero". Il quale, quando le cose vanno bene, si spartisce i dividendi con gli azionisti e, quando le cose vanno male, chiede miliardi allo Stato – cioè a tutti i contribuenti – per tirare comunque avanti. Come è sempre stato nella tradizione e nella consuetudine di Fiat S.p.a.
Anche ai tempi del grande "grande avvocato" di nome Gianni e di cognome Agnelli.

Repubblica italiana s.p.a.

Tutta la gestione della Difesa – è stato inserito in un angoletto sperduto della "finanziaria" appena approvata in Parlamento – passerà nelle mani di una società per azioni".
 

La gestione di un importante Ministero, cioè, affidata ai privati? Sì. E con un gruzzolo, per ora, di tre miliardi l’anno da spendere. Grave, molto grave, perché – in concreto – questo significherebbe, tra l’altro, che un Ministero della Repubblica italiana finirebbe di essere pubblico. Ma anche perché potrebbe essere un pericoloso "apripista". Potrebbe toccare, infatti, anche ad altri Ministeri. Per arrivare magari, come qualcuno sogna da tempo, anche alla privatizzazione della Presidenza del Consiglio.


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