Il Comitato No Corridoio Roma-Latina protesta davanti la sede della Regione Lazio

di Laura Roxana Neamtu - 2 Dicembre 2007

Giovedi 22 novembre i cittadini riuniti nel Comitato No Corridoio Roma-Latina si sono presentati alle ore 14,00 davanti la sede della Regione Lazio per manifestare contro il progetto “devastante, oneroso ed inutile” dell’autostrada Roma-Latina. Numerosi sono stati i partecipanti a questa manifestazione, volta a sensibilizzare le istituzioni e fermare il “mostro d’asfalto e di cemento” che si abbatterà sul tratto Roma/Castel- Romano/Latina Nord per una lunghezza complessiva di 53 km. “Il progetto di una nuova autostrada a pagamento – dichiara Gualtiero Alunni del Comitato – risale in realtà dal 2003-2004 quando la Giunta Storace aveva proposto la realizzazione di un’autostrada lunga 128 km che avrebbe dovuto collegare la Roma-Fiumicino con Formia. Grazie alla lotta di decine di comitati, da Vitinia a Formia, e considerati i costi dell’opera e i danni ambientali, il progetto fu sventato”.

Il nuovo piano, proposto dalla Giunta Marazzo prevede la realizzazione di un’autostrada a tre corsie per ogni sensi di marcia, più le reciproche corsie d’emergenza e lo spartitraffico per una larghezza di circa 40 mt (più del doppio dell’attuale Pontina) per il tratto Tor de Cenci – Aprilia Nord. Da Aprilia Nord fino a Latina le corsie si ridurranno a due per ogni senso di marcia. E prevista inoltre la realizzazione di una bretella di interconnessione di 34 km da Cisterna a Valmontone. La strada statale Pontina sarà trasformata cosi in autostrada a pagamento (il casello-barriera della nuova autostrada sarà istallato poco prima di Castel Romano). Il costo dell’opera sarà di 1400 milioni,”un po’ troppi per questi 53 km– come dichiarato da Gualtiero Alunni- se confrontati sia con la proposta Storace di 850 milioni di euro per lo stesso tratto e nonostante prevedesse due corsie in più, che con il corridoio tirrenico settentrionale Livorno-Grosseto-Civitavecchia che prevede 2900 milioni di Euro per un tratto di 200 Km”.

L’autostrada interferirà inoltre con il regime vincolistico(L.431/85) della Riserva Statale del Litorale romano, con la Riserva Naturale di Decima-Malafede e le zone di interesse archeologico(Necropoli di Decima) tutelate dalla legge 1039. Quello che avrebbe dovuto essere l’intervento più devastante – lo sbancamento dell’area boschiva di Castel di Decima per la costruzione di una galleria artificiale lunga 3 km- è stato eliminato dal progetto a seguito del ricorso presentato dal WWF nazionale e Regionale per incompletezza del materiale documentativo (assenza dello studio di impatto ambientale e della relazione tecnica illustrativa), nonché grazie alle denunce e le assemblee locali del Comitato.

“E dal mese di giugno – dichiara il presidente del Comitato No Corridoio Roma-Latina – che abbiamo chiesto al Consiglio Regionale un incontro per valutare proposte alternative, ma esso è sempre stato silente. Quello che vogliamo è aprire un tavolo di confronto e adesso ci sarà un incontro con l’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, Bruno Astorre perché consideriamo che il progetto proposto non porterà alcun vantaggio significativo per la viabilità. L’opera non affronta infatti l’accesso e l’uscita a/da Roma, che rimarrà comunque a imbuto. Quello che vogliamo proporre è un progetto alternativo, incentrato sul potenziamento della Pontina e delle infrastrutture delle linee ferroviarie Roma-Nettuno e Roma-Latina.” Opinione condivisa anche da Mario Staderini di Direzione Nazionale Radicali Italiani, il quale precisa che si tratta” di un’opera dannosa, un sorta di ritorno al passato perché con questo progetto si dimostra di non voler investire sui mezzi di trasporto su rotaie, ma di riprendere un progetto che è stato già bocciato nel 2004, un progetto che sicuramente avrà un impatto ambientale considerevole.”


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