Il Patto

Presentato alla libreria Feltrinelli di via Vittorio Emanuele Orlando il libro di Sigfrido Ranucci e Nicola Biondo
di Antonio Scafati - 2 Febbraio 2010

“Il Patto” è un libro che farà discutere o di cui si parlerà molto poco. Scritto da Sigfrido Ranucci e Nicola Biondo, entrambi giornalisti, il libro è stato presentato il 1 febbraio 2010 alla libreria Feltrinelli di via Vittorio Emanuele Orlando.
“Il Patto” fotografa il rapporto tra uomini dello Stato e uomini di Cosa Nostra, negli anni in cui Cosa Nostra era l’organizzazione criminale di gran lunga più potente in Italia. Si tratta di fatti vecchi di quasi vent’anni, ma che sono tornati da poco alla ribalta a seguito delle dichiarazioni di alcuni pentiti, e soprattutto di Massimo Ciancimino.
Il presupposto dei magistrati di Palermo, nel cui processo è coinvolto il generale Mario Mori (ex capo dei Ros e ex capo del Sisde), è che una trattativa tra una parte dello Stato e una parte della mafia sia incominciata tra la morte di Falcone e la morte di Borsellino, e che poi non si sia di fatto più interrotta, diventando un semplice tavolo d’affari.

Per raccontare queste cose, Ranucci e Biondo scelgono una storia poco nota, quella di Luigi Ilardo. Braccio destro di Giuseppe Madonia, Ilardo sapeva cosa avveniva all’interno di Cosa Nostra perché era anche lui un mafioso, alleato con i Corleonesi. “Il Patto” racconta la sua storia.
Ilardo viene arrestato nei primi anni ’90 e nel periodo delle stragi matura nel carcere di Lecce la decisione di collaborare con la Giustizia. Lo fa da infiltrato, cosa nuovissima e dirompente. Si infiltra in Cosa Nostra nel 1994, la trattativa tra uomini di Stato e uomini della mafia è appena incominciata e Ilardo la racconta al suo interlocutore, il colonnello dei carabinieri Michele Riccio. Gli svela la strategia di Provenzano che promette la fine delle stragi in terra siciliana e assicura la cattura di Riina, ottenendo in cambio l’impunità per sé e per gli altri vertici di Cosa Nostra, che passano sotto di lui. Ilardo fa i nomi degli interlocutori di Provenzano, racconta della partecipazione dei servizi segreti in alcune vicende di sangue, per primo consegna alle istituzioni i pizzini di Provenzano, e nel 1995 porta i carabinieri al covo del boss Provenzano. Ma i Ros non intervengono. Perché? Questo e altri interrogativi solleva il libro.
Anche interrogativi sul ruolo di alcuni magistrati, e interrogativi su chi abbia tradito Ilardo, ucciso nel 1996, poco dopo un incontro con Giancarlo Caselli, col quale aveva detto di voler collaborare ufficialmente.

È un libro duro, “Il Patto”, che fa nomi e cognomi, racconta fatti riportandoli in una cornice ora più ampia, che attraverso le trascrizioni dei colloqui tra Ilardo e Riccio racconta intrecci e intrighi di un pezzo di storia italiana ancora oscuro.

"Il Patto" di Sigfrido Ranucci e Nicola Biondo; Chiarelettere, Milano, 2010, pag. XXI-338, euro 16,00.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti