Incentivi per l’assunzione di giovani

Sulla base dell'art. 1 Decreto Legge 76/2013, convertito con Legge n. 99/13 del 9 agosto 2013, anche alla luce delle circolari 131 e 138/2013 dell’INPS
di Giuliano Rag. Iannilli, Consulente del Lavoro - 28 Ottobre 2013

Il decreto legge n. 76/2013 convertito con legge 9 agosto 2013, n. 99 ha previsto, per l’assunzione di giovani fino a 29 anni e 364 giorni di età (quindi 30 anni non compiuti) la possibilità di richiedere da parte delle aziende un incentivo, pari a un terzo della retribuzione mensile lorda mensile imponibile ai fini previdenziali, per un periodo di 18 mesi. Il valore mensile dell’incentivo non può comunque superare l’importo di seicentocinquanta euro per lavoratore assunto.

Potranno essere assunti a tempo indeterminato quei lavoratori privi di un diploma di scuola superiore o professionale e che non hanno impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; oppure potranno essere trasformati a tempo indeterminato i contratti di lavoro già stipulati a tempo determinato. Potranno essere finanziate le assunzioni avvenute dall’entrata in vigore del decreto e fino al 30 giugno 2015 e comunque fino ad esaurimento delle risorse assegnate a tale provvedimento.

Le aziende interessate dovranno presentare una domanda preliminare (istanza di prenotazione) delle somme corrispondenti all’incentivo, in cui si chiede in favore del datore di lavoro la riserva delle somme pari all’incentivo stesso. Tale domanda si può presentare solo in modo telematico dalle ore 15,00 del 01.10.2013 tramite il sito INPS (accesso solo con PIN).

Successivamente il datore di lavoro, una volta assunto il dipendente, dovrà presentare una seconda richiesta di ammissione all’incentivo per l’assunzione o stabilizzazione. Nella seconda domanda, oltre agli estremi della prima prenotazione, si devono indicare anche i dati dell’assunzione del dipendente e si dovrà autocertificare che ricorrano tutti i requisiti per poter accedere all’incentivo: cioè si deve dichiarare che l’assunzione realizza un incremento netto del numero dei dipendenti, che l’assunzione o la trasformazione non deve costituire attuazione di un obbligo di legge preesistente, che l’assunzione o la trasformazione non deve violare il diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato; inoltre presso l’unità produttiva non devono essere in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione.

Il suddetto incentivo non spetta con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati nei sei mesi precedenti.

Non si può accedere all’incentivo se a carico del datore di lavoro sussistono provvedimenti, amministrativi o giurisdizionali, definitivi per gli illeciti penali o amministrativi, commessi dopo il 30/12/2007, in materia di tutela delle condizioni di lavoro; il datore di lavoro non deve rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in conto bloccato, gli aiuti individuali definiti come illegali o incompatibili della Commissione Europea (art. 1, par. 6, reg. (CE) 800/2008; art. 46, legge 234/2012); il datore di lavoro non deve essere un’impresa in difficoltà, come definita dall’articolo 1, paragrafo 7, del regolamento (CE) 800/2008 (art. 1, par. 6, reg. (CE) 800/2008.

Questo tipo d’incentivo a mio avviso ha una forte limitazione: infatti il requisito della mancanza di diploma di scuola media superiore o professionale limita fortemente la platea dei soggetti interessati giovani. Come pure il limite d’età potrebbe limitare l’utilizzo di tale incentivo in quanto le aziende potrebbero ritenere più conveniente utilizzare altri strumenti, in caso di assunzione di giovani, come per esempio i contratti di apprendistato che avendo limiti di età simili hanno la possibilità in base ai vari CCNL di avere periodi di riduzione contributiva più lunghi ed un salario di accesso più basso almeno alla partenza.

 

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