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Pup fiction tre. Cosa succederà nel X municipio

Previste altre 15 strutture nei quartieri densamente edificati. Il pericolo dei box invenduti

270 box in Via Nobiliore, 344 in via G. Agricola, 468 a via T. Labieno, 161 a viale dei Consoli, 87 a viale Spartaco, 147 a piazza dei Decemviri. In tutto 1477 box di prossima realizzazione nel quadrante Don Bosco-Appio Claudio-Cecafumo-Quadraro. Più in là sono previsti altri 9 Pup per 1525 posti con allargamento del quadrante a Cinecittà est, IV Miglio, Statuario. Circa tremila box di Pup da realizzare che, se si faranno tutti e uniti a quelli già realizzati, porteranno la cifra complessiva a circa 3450 posti auto. Se confrontati al numero di automobili presenti siamo ad una copertura assai bassa, quasi irrisoria, delle necessità. Con percentuali sicuramente al di sotto, molto al di sotto, delle due cifre. Una goccia nel mare lamieristico.

Lo ha riconosciuto anche il Presidente Medici intervenendo sul tema Pup nel Consiglio municipale di giovedì 5 novembre 2009. Si discuteva delle conseguenze ancora pendenti di quello di via S.G. Bosco. Il modello Pup – ha detto il minisindaco – non risolve certamente il problema. Inoltre ogni volta che si mette mano ad uno scavo sono rogne con i cittadini delle strade interessate. A scavo finito e box pronti i cittadini, soprattutto quelli che non hanno potuto o voluto sborsare 40-45 mila euro, continuano a "rognare" per la riduzione dei posti auto in superficie o per la sistemazione delle aree soprastanti. Ed anche con le ditte concessionarie non sono per niente rose e fiori. Fargli finire i lavori in superficie, in ottemperanza alle convenzioni prescritte, è una sofferenza per i cittadini e per gli uffici municipali e comunali competenti. Contenziosi biblici a non finire, vere e proprie ‘’vie crucis’’ per tutti. Nei quartieri densamente edificati e popolati – ha osservato Medici – la difficoltà del Pup deriva dalla legge fisica sulla ‘’impenetrabilità dei corpi’’. Tuttavia, secondo lui, alternative più efficaci per risolvere il problema non sono state finora trovate. Per cui, ha invocato, ‘’ci vuole lungimiranza’’.

Tutto vero e sacrosanto. C’è un punto però che rende inaccettabile, perché inutile, il Pup e quindi fa cadere anche l’onesto discorso di Medici e, con esso, l’invocata ‘’lungimiranza’’. Ed è quando i box, come nel caso già detto della Parkroi a Don Bosco, non si vendono. O quando non sono utilizzati per lo scopo pensato. Perché se non vengono utilizzati per mettere sottoterra le auto parcheggiate nelle strade soprastanti, adiacenti, cioè ‘’pertinenziali’’, a che servono? Dice il proverbio: ‘’quando il guadagno non c’è, la remissione è certa’’. In questo caso non c’è aumento di posti auto, anzi c’è una diminuzione. I corpi, per la nota legge ‘’medicea’’, non penetrano nel sottosuolo e si comprimono in superficie.

E’ accaduto a via S.G.Bosco dove molti box, si dice una settantina, sui 160 costruiti rimangono invenduti.

E perché la stessa cosa non potrebbe accadere, ci si domanda, in via Nobiliore dove, prossimamente, dovrebbe situarsi un altro Pup di ben 270 posti costruito su tre livelli? Cosa differenzia l’ambiente sociale pertinenziale di questa strada da quella precedente distante trecento metri?

Il locale comitato di quartiere, già lo scorso anno, ha sollevato la questione, con il Municipio e con il Comune. La Comunità Territoriale – i soliti fissati partecipativi – ha chiesto che i cittadini interessati vengano coinvolti con appositi processi di partecipazione previsti dalla delibera 57/06. Ciò consentirebbe, in via preliminare, di accertare se c’è, oltre al gradimento, anche la disponibilità all’acquisto e di coinvolgere la gente nella progettazione della sistemazione dell’area in superficie per ridurre il più possibile la perdita di posti auto ed evitare opere poco funzionali e discutibili. ‘’Lungimiranza’’ vorrebbe che si ripetesse qui l’esperienza partecipativa positiva avutasi a Cinecittà est sul corridoio di via Ciamarra.

Si badi bene: nelle strade pertinenziali, nel raggio di 500 metri da via Nobiliore, non è che non vi sia necessità di parcheggi. Nella vicine vie Del Giudice e Mazzoccolo, per esempio, le auto, la notte, vengono parcheggiate in doppia fila e a ‘’folle’’ così la mattina possono essere spostate da chi deve uscire per andare al lavoro. Quando, anni fa, lo square dove c’era il mercato fu liberato ed adibito a parcheggio i cittadini ebbero un qualche sollievo. Poi tutto è tornato a riempirsi di lamiere come prima. Dunque la domanda di posti auto c’è. Per anni gli abitanti hanno chiesto che venissero realizzati i parcheggi a raso su via Papiria-via Santi Romano. Propedeutici anche al futuro Parco archeologico di Centocelle. Nel 2007 sembrò che la giunta Veltroni avesse avviato le procedure di esproprio ma poi non se ne è saputo più niente. Lo scorso anno il comitato di quartiere chiese un intervento al nuovo Sindaco Alemanno e all’allora neoassessori Marchi e Ghera: silenzio totale. L’intervento del Comune è decisivo perché l’area ricade nel VII Municipio. E non sarebbe neanche costoso come un PUP.

Ma proprio per questo c’è chi – i soliti maligni – pensa che se prima della concessione del Pup alla ‘’FuturaPark’’ quei parcheggi non si sono fatti, ora, con in ballo la problematica vendita dei 270 box, mai si faranno. Non sia mai che il pubblico entri in concorrenza con il privato. I cittadini, che diamine! vanno anche un po’ ‘’spinti’’ a comprare. Quegli stessi cittadini già ‘’spinti’’, con la cartolarizzazione, ad acquistare le case degli enti dei palazzi circostanti. Persone e famiglie che non navigano nell’oro e che, come quelle di via S.G.Bosco, forse non hanno i soldi necessari per il box, essendosi già indebitate per la casa. ‘’Lungimiranza’’.

(3 continua)

Pup fiction. Parcheggi o cantine?
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Pup fiction quattro. E la partecipazione?
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