Pup surreality. Giulio Agricola, il prezzo della mancata partecipazione dei cittadini

Dopo l’abbattimento selvaggio delle alberature il cantiere è stato bloccato. La rivolta dei cittadini e le responsabilità politiche e amministrative

I residenti non se lo aspettavano certo uno scempio come quello avvenuto martedì 11 maggio 2010 e di cui il nostro giornale ha riportato prontamente le cronache. Il primo tratto di viale Giulio Agricola appare oggi un paesaggio bombardato, alberi abbattuti senza pietà e senza rispetto per far posto al cantiere per il famigerato Pup di 344 box (242 pertinenziali, 102 a rotazione). Dopo l’immediata rivolta dei cittadini, che si stanno organizzando per far valere le loro ragioni, e i comunicati di protesta di Legambiente e del comitato cittadino “NoPup”, il cantiere è stato bloccato. Sono piovuti a seguire i comunicati degli assessori competenti. Ha iniziato l’assessore all’ambiente De Lillo: “Il Servizio Giardini del Comune di Roma aveva dato precise indicazione tecniche che non sono state assolutamente rispettate… Faremo accurate verifiche e se saranno ravvisati danni alle essenze arboree, in base all’articolo n.635/5 del codice penale, verrà richiesto all’autorità giudiziaria di poter procedere per reato di danneggiamento delle alberature. E’ inconcepibile che non vengano rispettate le chiare indicazioni fornite dal Comune”. Seguito a ruota dall’assessore alla mobilità Marchi che, in seguito al fattaccio, comunica: “…è stata richiesta l’immediata sospensione dei lavori di espianto delle alberature, propedeutici alla cantierizzazione per il futuro parcheggio interrato previsto nella zona ed iniziati dalla societa’ Ecopark Srl.” Anche lui aggiunge: “Verificheremo se siano state rispettate le prescrizioni tecniche indicate dal Servizio Giardini, che prevedono il reimpianto di tutte le alberature in via delle Canapiglie”. Insomma è tutto un verificare a posteriori il danno arrecato.

Ma come può succedere una cosa del genere? Certo che può accadere. Può accadere nel vuoto di informazione e coinvolgimento dei cittadini rispetto alla realizzazione del Pup. Un vuoto, da parte delle Istituzioni municipali e comunali e delle forze politiche che le amministrano, gigantesco. Il Pup di viale Giulio Agricola è in progetto già da diversi anni.

Proposto dal Municipio nel 2003, riprogrammato dalla Giunta Veltroni nel febbraio del 2008 è stato indicato fra le priorità Pup dall’ordinanza sindacale di Alemanno, sindaco e commissario alla mobilità come il suo predecessore, il 27 novembre del 2008 e, infine, il 13 luglio 2009 è stato, sempre con apposita ordinanza sindacale del nostro primo cittadino, definitivamente licenziato.
Il progetto ha dunque viaggiato nelle Istituzioni, nelle amministrazioni di diverso colore e composizione, fra i diversi assessori, negli uffici e nei Dipartimenti competenti per circa 8 anni. In tutto questo periodo non si è trovato il tempo di interpellare i cittadini interessati. Neanche negli ultimi due anni, quando il progetto ha preso definitivamente corpo, malgrado inviti e richieste avanzate in tal senso dalla Comunità Territoriale del X Municipio erga omnes (nei comfronti di tutti).

Il 14 aprile dello scorso anno nella commissione Lavori pubblici del Municipio si è discusso di questo Pup. Maggioranza e opposizione hanno concordato sull’opera, esaminato diverse questioni inerenti alla sua realizzazione, compreso l’”espianto delle alberature”. Come se si trattasse di asportare organi ancora utili dalle membra di un cadavere. Preveggenti! Perché oggi lo square desertificato appare proprio come una salma senza più vita, almeno quella arborea. E alla fine hanno dato “mandato all’Assessore di rappresentare le prescrizioni individuate in commissione nella Conferenza dei Servizi del 16 aprile p.v.”. Ma neanche dopo questo passaggio si è sentito il dovere di comunicare qualcosa agli interessati, beneficiari di cotanta grazia.
Il compito di informare i cittadini pare che sia stato affidato alla società appaltatrice dei lavori, quella che ha proceduto a far tabula rasa delle alberature. La Ecopark Srl – mai nome fu più abusato – ha provveduto a diffondere delle brochure pubblicitarie nelle cassette delle lettere dei residenti un paio di giorni prima dell’intervento “ecologico”. Come affidare alla volpe la guardia del pollaio.
E dopo questa bella dimostrazione bipartisan di sordità e insensibilità partecipativa, quando il fattaccio accade, va in scena il solito balletto di rimpallo delle responsabilità fra i partiti. Si cerca di confondere le acque e i cittadini invece di dare risposte alle loro domande sul futuro Pup, sulla sua effettiva utilità e sugli inconvenienti vicini e lontani di un simile intervento.
Su questo duro, per i cittadini, palcoscenico puppistico va in scena il tragico surrealismo della meschinità partitocratica. Dopo il danno anche la beffa.

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