Categorie: Cronaca
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Roma, pacco bomba all’ambasciata greca

Il plico recapitato in via Rossini conteneva un ordigno pronto ad esplodere: disinnescato. Nessuna rivendicazione. Falsi allarmi in altre sedi diplomatiche

Un pacco sospetto è stato trovato davanti all’ambasciata greca oggi lunedì 27 Dicembre 2010 a Roma, in via Gioacchino Rossini. Sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e carabinieri. Si tratta di un pacco bomba. Gli artificieri dei carabinieri hanno poi proceduto a disinnescarla. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del nucleo investigativo e della compagnia Parioli.

L’ambasciatore greco a Roma, Mikhalis Cambanis ha detto, citato dai media ellenici, che "il pacchetto era arrivato alla sede diplomatica venerdi scorso ma ci si è accorti di esso solo successivamente a causa delle festività". Il governo greco ha reagito con calma alla notizia di un plico bomba inviato, e intercettato, all’ambasciata ellenica nella capitale, sottolineando che grazie alla "piena cooperazione" con le autorità italiane la situazione è "sotto controllo".

Per il portavoce del ministero degli esteri, Grigori Delavekuras "in base alle risultanze della polizia italiana – condivise con quella greca – non esistono al momento indicazioni di un collegamento materiale fra queste azioni dinamitarde in Italia e l’ondata di pacchetti bomba in Grecia lo scorso novembre". 

Dopo la prima ondata di pacchi esplosivi contro sedi diplomatiche nella capitale italiana era stata tuttavia rafforzata l’attenzione e la sorveglianza presso le rappresentanze diplomatiche e consolari locali e la situazione appare "sotto controllo". Sono risultati invece falsi gli allarmi bomba scattati in mattinata nelle ambasciate del Venezuela e della Danimarca. Così come successo nella sede diplomatica del Principato di Monaco.  Gli artificieri di polizia e carabinieri hanno accertato che non si trattava di ordigni esplosivi. Un altro allarme bomba, rivelatosi poi infondato, all’ambasciata albanese a Roma situata in via Asmara. Gli artificieri dei carabinieri sono intervenuti e all’interno del plico sospetto hanno trovato un calendario.

Intanto cominceranno oggi nei laboratori del Ris di Roma gli esami sui resti dei due pacchi bomba esplosi il 23 dicembre nelle sedi delle ambasciate di Svizzera e Cile a Roma e rivendicati dalla Federazione anarchica informale. "Una rivendicazione – sostengono gli investigatori – attendibile, che ha fornito riscontri obiettivi all’ipotesi che dietro le bombe vi siano quei gruppi che negli ultimi dieci anni, con diverse sigle, hanno firmato decine di attentati in Italia".

In attesa degli esiti degli accertamenti tecnici sulla composizione e sul confezionamento degli ordigni, che consentirà di verificare un’eventuale relazione tra il duplice attentato e le azioni compiute in passato e rivendicate dalla Fai, gli inquirenti continuano a lavorare per cercare di circoscrivere il contesto in cui sono maturati gli attentati. Un lavoro reso ancora più difficile dal fatto che i gruppi anarco insurrezionalisti non hanno un vertice e un’organizzazione strutturata e, molto spesso le singole cellule che rivendicano gli attentati non si conoscono tra di loro né, generalmente, sono a conoscenza delle azioni delle altre cellule. E’ probabile comunque che scatteranno presto una serie di perquisizioni e controlli in quegli ambienti anarchici radicali conosciuti dagli investigatori, in particolare in Toscana, Lazio e Piemonte.

Contestualmente all’attività investigativa pura e in vista della ripresa delle spedizioni dopo la pausa di Natale, si sta inoltre procedendo ad una serie di controlli nei centri di smistamento postali, visto che non si esclude del tutto che vi siano in circolazione altri pacchi. Relativamente all’allarme bomba all’ambasciata greca, "bisogna comprendere se è legato alla prima ondata che c’è stata il 23 dicembre". Così, il sindaco Gianni Alemanno interpellato a margine di una conferenza tenutasi stamane. "In ogni caso – ha sottolineato Alemanno-  quanto accaduto significa che c’è un gruppo anarchico che vuole dare un segnale a livello internazionale, purtoppo scegliendo la nostra città come sede di questo segnale. Inoltre non credo che questi episodi avranno ricadute sul turismo, perchè qualsiasi turista comprende che si tratta di un tipo di terrorismo mirato sulle ambasciate e che non riguarda la struttura urbana della citta”’.

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