

Ma il 10 gennaio sono partiti i lavori preliminari con la liberazione dell’area centrale all’inizio della via
Tornano in strada i residenti della zona Marconi per manifestare contro la realizzazione del parcheggio sotterraneo che dovrebbe sorgere lungo tutto il sottosuolo di via Fermi; l’idea è questa: 400 posti auto a pagamento in cambio degli attuali 500 gratuiti e all’ombra di 28 platani che, già per gli scavi di accertamento, verranno rimossi. Il compromesso non sembra conveniente e in effetti i rischi non sono pochi.
L’intervento è in un’area sicuramente a rischio idrogeologico trovandosi in un’ansa del Tevere, dove una modifica all’equilibrio può incidere sulla staticità dei palazzi. Numerosi stabili limitrofi a parcheggi sotterranei come quello previsto in via Enrico Fermi, hanno riportato seri danni strutturali, come a via Doria, o addirittura sono stati dichiarati parzialmente inagibili, come a via Santamaura.
Inoltre la zona interessata, spogliata dei suoi alberi, sarà costellata da bocchettoni di aria proveniente dal sottosuolo, ricca di polveri sottili, metalli pesanti e calda, cosa che in estate renderà ancora più invivibile il livello strada e la qualità dell’aria soprattutto dei primi piani dei palazzi.
Come se tutto ciò non bastasse i parcheggi hanno costi sopra la media, almeno della zona: 130 euro mensili per parcheggiare solo di notte, in quanto di giorno questi costeranno un euro e 10 centesimi l’ora. Questo perché, come spiega Marzia Marcotulli, vice presidente del comitato NO PUP Fermi (pup sta per Piano Urbano Parcheggi), è in atto un progetto per far diventare viale Marconi centro commerciale all’aperto, ma per far ciò sono necessari posti auto.
I residenti di via Fermi e delle vie limitrofe non sono disposti a cedere la loro salute, la loro sicurezza e il loro denaro a quella, per altro piccola, parte di commercianti uniti nell’associazione “Centro Arvalia Marconi”.
Intanto però i lavori partono: nelle prime ore della mattina del 10 gennaio numerose macchine in divieto di sosta sono state rimosse per permettere la liberazione dell’area centrale all’inizio della via, dove probabilmente sorgerà un gabbiotto che ospiterà l’ufficio vendite.
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