

Da Centocelle a Tor Sapienza e in tutto il quadrante Roma Est, allarme rifiuti e degrado
Nei nostri quartieri zone maleodoranti e di accumulo di immondizia si stanno prendendo la strada. Mini-discariche a cielo aperto che fanno vivere ai cittadini l’incubo di un’altra Napoli, questa volta a Roma, vicino alle loro case. Da sabato 30 aprile non è stato svolto il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Nel VII Municipio tutti i quartieri sono coinvolti e decine e decine di cassonetti stracolmi ostacolano il passaggio dei pedoni sui marciapiedi o, dove non ce ne sono, delle autovetture nelle strade più strette.
Nella mattinata del 5 maggio abbiamo fotografato circa 30 cassonetti nei diversi quartieri del municipio che da giorni non vengono svuotati, con un carico di rifiuti da far spavento e con i primi uccelli e roditori che si avvicinano al ghiotto bottino, con i conseguenti rischi igienico-sanitari.
La crisi dei rifiuti ha avuto inizio in occasione della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II e del rituale concerto del Primo Maggio organizzato da CGIL, CISL e UIL, eventi per i quali l’AMA si è vantata di "aver messo in campo un grande impianto di mezzi e uomini che hanno ottimamente gestito la situazione".
Non abbastanza grande per i rifiuti è l’impianto di Rocca Cencia, verso il quale vengono destinati i rifiuti dei cittadini del quadrante di Roma Est. Un impianto di smaltimento privato (della Colari) che secondo il Noe (carabinieri del nucleo ambientale) non sarebbe a norma. La chiusura non è stata improvvisa, poiché la Provincia, alla quale è spettato il compito di mettere in atto la chiusura dopo l’analisi del Noe, da giorni discuteva sul provvedimento. E’ stato quindi messo a disposizione un altro impianto a Rocca Cencia su ordinanza del sindaco Alemanno che ha quindi dichiarato: “Il problema è stato risolto”.
Il problema però persiste. Mille sono le tonnellate di rifiuti che si sono accumulati in questa zona periferica della città e anche se si è trovato un nuovo impianto, anche in questo caso si tratta di “stazione di trasferenza” verso la famosa discarica di Malagrotta, la quale anch’essa è oramai stracolma di rifiuti e deve essere chiusa, dopo i molti rinvii da parte della Regione. Inoltre, ancora non è stato deciso il nuovo sito che prenderà il compito di discarica. Una confusione totale che per ora pesa sulle cittadine e sui cittadini dei quartieri di Roma Est. A questo si aggiunge lo sciopero degli autisti dell’AMA che protestano contro i tagli al proprio stipendio, lo sciopero generale del 6 maggio indetto dalla CGIL e quello delle discariche del 10 maggio.
Gli allarmi nel Lazio, già dalla crisi dei rifiuti a Napoli, erano suonati forti e chiari, ma non si è trovata una soluzione nel tempo necessario. Ora la situazione potrebbe davvero precipitare.
In molti accusano l’AMA di non aver fatto molto e considerano il suo piano finanziario disastroso, che aumenta la TARI del 10%, caricando l’IVA sulle spalle dei cittadini. E gli rimproverano di non puntare sufficientemente sulla raccolta differenziata “porta a porta” per scommettere sulla raccolta “duale”, secondo la quale i cittadini devono consegnare l’immondizia su strada in apposite stazioni di raccolta sorvegliate dal personale AMA, tra l’altro in orari proibitivi.
A conferma di ciò l’azienda romana ha recentemente comprato 40 nuovi camion compattatori con relativi cassonetti che servono al mantenimento della raccolta su strada e sicuramente non puntano nella direzione della raccolta differenziata.
Il Presidente del VII Municipio Roberto Mastrantonio tuona contro Alemanno: “Il Sindaco deve chiarire la situazione rifiuti a Roma, in un territorio come quello del Settimo municipio dove i cittadini sono particolarmente indignati per questa situazione” e carica denunciando che “per AMA hanno sacrificato la centralità del Centro Carni, un grande progetto di riqualificazione”. Cecilia Fannuzza, Capogruppo di Alleanza per l’Italia in VII Municipio ha esposto una denuncia-querela nei confronti dei responsabili dell’AMA per interruzione di pubblico servizio. Il nuovo Assessore all’Ambiente del VII Municipio Alessandro Moriconi, dichiara: “Paghiamo le contraddizioni del non aver agito in tempo. E’ un segnale negativo non indifferente e ora il rischio di una nuova Napoli, non è più una barzelletta”.
Non sappiamo se questa vicenda verrà risolta in tempi rapidi o andrà avanti precipitando in una crisi ancora più grave. Sicuramente possiamo dire, date le premesse e la situazione confusionale sulle scelte e sulla raccolta dei rifiuti a Roma, che qualsiasi azione verrà intrapresa in questi giorni servirà a risolvere il problema momentaneamente, non definitivamente.
Qui altre foto del degrado nel territorio del VII municipio
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