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ANPI: no alla manifestazione del 7 gennaio

L’Associazione nazionale partigiani chiede al Sindaco che non venga intitolata la strada a Giorgio Almirante

Per ricordare i tre giovani dei movimenti di destra, morti durante la strage di Acca Larentia, il prossimo 7 gennaio è previsto un corteo organizzato da tutte le formazioni neofasciste. L’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI) ha subito evidenziato il rischio sicurezza per la Capitale. I partigiani hanno chiesto immediatamente al Prefetto di Roma di vietare la manifestazione. Il pericolo sarebbe quello di fomentare l’odio politico già presente a Roma nonché trasformare una manifestazione in un evento mediatico di apologia del fascismo e dell’antisemitismo. Nella nota redatta dall’ANPI si legge che “gli organizzatori, infatti, sono stati protagonisti negli ultimi mesi di gravi episodi di violenza politica e razzista, dalle aggressioni ai militanti del Pd alle minacce agli esponenti della Comunità Ebraica romana”.

L’Anpi Roma Lazio oltre a chiedere la revoca della manifestazione invita fermamente il sindaco Gianni Alemanno a ritirare la proposta di intitolare una strada a Giorgio Almirante. "Non esistono presupposti – secondo i partigiani – per un passo di questo tipo. Soprattutto a Roma, città che si è distinta per la Resistenza e che fu teatro della più grande deportazione di ebrei in italia, quella del 16 ottobre 1943". Giorgio Almirante fu segretario di redazione della rivista “La difesa della razza” (quindicinale che tra il 1938 e il 1943 fu l’espressione più diretta del razzismo del regime fascista), caporedattore del “Tevere”, periodico distintosi per una campagna antiebraica già prima delle leggi razziali, e uno dei firmatari de “Il manifesto della razza”.

“È raccapricciante a 73 anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali fasciste che venga avanzata tale proposta” concludono i partigiani. 

Sulla questione intervengono anche Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI e gli Assessori Alberto Attanasio, Andrea Beccari , Nicola Cefali e Carla Di Veroli. “Il nostro Municipio – dichiarano in una nota – che ospita sul proprio territorio luoghi cari alla memoria della città di Roma e del Paese tutto, come il Sacrario delle Fosse Ardeatine e Piazza Caduti della Montagnola” –  – “non può consentire che Roma, Medaglia d’Oro per la Resistenza, possa ospitare una via intitolata a Giorgio Almirante. La denominazione di una strada o di una piazza deve poter fornire alle nuove generazioni un esempio, un modello di vita e di cittadinanza. La scelta dei nomi di luoghi pubblici deve poter rappresentare la storia e l’identità di un paese, ed è per questo che contrasteremo in tutte le forme democratiche l’intitolazione di una via della Città di Roma ad un uomo come Giorgio Almirante che contribuì in prima persona alla persecuzione antiebraica, svolse un ruolo importante nella Repubblica di Salò, firmò il bando di fucilazione dei giovani italiani che rifiutavano di arruolarsi nell’esercito della Rsi per combattere assieme ai nazisti”.

“Troviamo veramente assurda la polemica innescata sulla intitolazione di una strada all’Onorevole Giorgio Almirante – replicano in una nota Marco Cacciotti e Cristiano Carpignoli rispettivamente Presidente del Consiglio del Municipio Roma XII EUR e Consigliere PDL al Municipio XII – ed è invece arrivato il momento di avere un approccio più equilibrato su una questione su cui si discute da troppo tempo. È evidente a tutti che Giorgio Almirante è stato tra i protagonisti della vita politica italiana ricoprendo il ruolo di parlamentare della Repubblica ininterrottamente per 40 anni, eletto democraticamente con il voto di preferenza, ed è sufficiente studiare la sua attività parlamentare per rendersi conto di come che quest’uomo abbia onorato le nostre istituzioni, con i suoi celebri discorsi e con il suo impegno politico svolto sull’intero territorio nazionale”. “A chi oggi ancora approfitta di questo argomento per scagliarsi con tanta ferocia nei confronti di Giorgio Almirante ricordiamo l’importante contributo che ha fornito alla destra politica italiana nel suo processo di evoluzione democratica così come crediamo che nessuno possa dimenticare l’omaggio, che Almirante portò, alla camera ardente del Leader del Partito comunista Berlinguer a dimostrazione di come, malgrado le enormi differenze politiche esistenti tra loro, ci fosse il reciproco rispetto e riconoscimento politico”.

“Crediamo che si arrivato il momento, senza nessuna pretesa nostalgica ed evitando strumentalizzazioni, che anche Roma, Capitale della Repubblica, possa ricordare, come hanno fatto centinaia di Comuni Italiani, la figura di Giorgio Almirante dedicandogli una piazza o una via così come è avvenuto con altri uomini politici”.

“A tal fine, concludono Cacciotti e Carpignoli, presenteremo un documento in Consiglio municipale affinché, nel territorio del Municipio XII, possa essere dedicata una strada o una piazza al Leader del MSI”.

A smorzare le reazioni è l’assessore alle Politiche Culturali di Roma Capitale, Dino Gasperini. «In Commissione Cultura e Toponomastica di Roma Capitale – informa -non è mai stata approvata la proposta di una via dedicata a Giorgio Almirante. Risultano dunque incomprensibili queste polemiche basate sul nulla».   

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