Roma Est, la risposta al cambiamento climatico: Tor Pignattara e Tor Tre Teste avranno due piazze verdi

Intervento del Municipio V con l'Ufficio Clima di Roma Capitale a Largo Perestrello e via Olcese. Partecipazione dei cittadini affidata ad "A Sud" ed ecocriteri gestiti dalla Fondazione Ecosistemi

Trasformare piazze di cemento esposte alle bollenti bolle di calore estive in polmoni verdi di aggregazione di vicinato. Il Municipio V di Roma lancia un piano di rigenerazione urbana orientato alla sostenibilità ambientale che interesserà due nodi nevralgici del quadrante est capitolino: Largo Alfonso Perestrello a Tor Pignattara e via Giorgio Olcese a Tor Tre Teste.

L’iniziativa, coordinata dall’Assessorato municipale all’Ambiente in stretta cooperazione con l’Ufficio Clima di Roma Capitale, punta ad abbattere l’effetto isola di calore urbana (Urban Heat Island) introducendo soluzioni fondate sulla natura (Nature-based Solutions).

I progetti a Largo Perestrello e via Olcese

L’intervento prevede l’integrazione di criteri infrastrutturali, sociali ed ecologici, con una netta predominanza delle alberature e della vegetazione rispetto al suolo impermeabilizzato:

Largo Perestrello (Tor Pignattara): sviluppato attraverso il progetto “Systr”, vede già da diversi mesi l’attivazione di percorsi partecipativi della cittadinanza gestiti dall’associazione ambientalista A Sud;

Via Olcese (Tor Tre Teste): la progettazione esecutiva e l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per la piantumazione e il riassetto degli spazi pubblici sono affidati al supporto tecnico della Fondazione Ecosistemi.

Caliste e Annucci: “Potenziale enorme per i quartieri”

In una nota congiunta, il Presidente del Municipio V, Mauro Caliste, e l’Assessore municipale all’Ambiente, Edoardo Annucci, hanno evidenziato il valore strategico dell’opera:

«Tor Pignattara e Tor Tre Teste vedranno nascere due spazi pubblici dove la presenza del verde sarà predominante. Parliamo di luoghi dal potenziale sociale enorme ma oggi fortemente penalizzati dalle bolle di calore. Con l’Ufficio Clima, le associazioni e la cittadinanza attiva stiamo costruendo un modello di periferia vivibile e resiliente ai cambiamenti climatici».

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