Il cuore dell’Alessandrino è al Roxy Bar

Da sempre accogliente punto di ritrovo al centro del quartiere

Il Roxy Bar di viale Alessandrino 313 non è quello di Vasco Rossi, ma è certo che, dagli anni Ottanta, è uno dei punti di ritrovo topici del quartiere, incastonato com’è tra le banche, il parchetto, le scuole, l’ufficio postale, l’edicola, il Centro analisi del dott. Giannini. E quindi inevitabilmente anche nel quartiere ci si incontra al Roxy Bar ed anche alla contigua tabaccheria che appartiene anch’essa alla famiglia Umbro.

Angelo, raccontaci come è nato il Roxy Bar?

Il Roxy Bar nasce nel 1983 quando mio padre Pietro e mio cugino Antonio intenzionati ad aprire un’attività decisero di stabilirsi qui in viale Alessandrino assumendo una posizione centrale in quello che a tutt’oggi è un quartiere in costante crescita.
Non ci siamo limitati solamente al servizio bar, ma abbiamo accorpato anche la tabaccheria qui a fianco che ci permette di avere appunto una doppia frequentazione.
Nel corso degli anni il Roxy Bar ha subito un notevole sviluppo non solo nell’aspetto estetico che ha visto una ristrutturazione nei primi anni ’90, ma soprattutto nella gestione presa in mano nel 2006 da mio fratello già presente da diverso tempo, da mia sorella e da me. E con la decisione, presa con mio cugino Pietro, di dedicare un punto vendita a fianco alla tabaccheria, così da poter offrire più spazio ai clienti di entrambi servizi.

Quali sono le ragioni e il segreto del vostro successo?

Soprattutto la passione con cui ci dedichiamo alla nostra attività. Il mestiere del barista infatti è una vera e propria scelta di vita e bisogna conoscere bene non solo i prodotti, ma anche le persone ed i loro gusti. Per fare un esempio, il caffè: in tazza o al vetro, ristretto, lungo o macchiato; il cappuccino con schiuma, senza, con molto latte con molto caffè e via variando. E poi la gentilezza, il sorriso…

Quando ha iniziato a lavorare al Roxy?

La mia è stata una scelta naturale, venuta dall’aver respirato a lungo questa aria, sin da piccolo, cosa che mi ha permesso così di continuare il lavoro dei miei genitori con la loro stessa grande dedizione. Inoltre non c’è dubbio che parte del nostro successo è dipesa anche dalla posizione centrale del nostro esercizio che vanta tra l’altro anche la vicinanza dell’edicola e di altri servizi, dalla posta alle banche, molto frequentati.

Com’era il quartiere al momento dell’apertura del Roxy Bar?

In quel periodo io non c’ero però so che questo quartiere da allora si sviluppato moltissimo in maniera positiva, trasformandosi via via da borgata a quartiere.

Problemi?

Fortunatamente non ci sono grossi problemi di sicurezza. Poi quest’attività in zona è ormai conosciuta da tutti. Ci capita solo di essere protagonisti di particolari episodi curiosi, come succede spesso nei bar. Ricordo che una volta un signore entrò con la richiesta di fare un versamento, convinto che questo fosse l’ufficio postale che però si trova dietro di noi. Ma questo è solo uno dei tanti che accadono tutti i giorni…

Come si sono evoluti i comportamenti dei clienti?

Rispetto ad un tempo abbiamo un incremento della presenza delle donne che vengono qui a fare colazione o a prendere qualcosa con le amiche. Poi la scelta dei prodotti. Prima avevamo solo il caffè classico, lungo o ristretto, adesso abbiamo un’ampia gamma nella quale poter scegliere, questo fa sì che dobbiamo cercare di soddisfare i gusti e le richieste della clientela e seguire tutte le novità del nostro settore.

Quale consigli ti senti di dare alle istituzioni sull’attuale situazione del commercio?

Credo che bisognerebbe lasciare più spazio al piccolo-medio commercio anche per mantenere vivo il quartiere che altrimenti rischia di diventare un dormitorio. Noi siamo molto legati a questo bel quartiere e lo vorremmo, come gli abitanti, sempre più bello e meglio servito. 

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