

Che fine ha fatto il progetto dei pannelli antirumore in via Portuense e v.le Newton?
Apprendere, dai dati elaborati da Legambiente ed Arvu, che il XV Municipio detiene il primato dell’inquinamento acustico è sicuramente una sconfitta per chi governa il territorio da anni, tenuto conto che, se come è vero, il principale responsabile è ritenuto il traffico, non può passare inosservato il fatto che il XV sia uno dei Municipi della Capitale che vanta il maggior numero di assi stradali di importanza comunale: via della Magliana, viale Marconi, via Portuense, via Casetta Mattei e via di Bravetta nonché l’Autostrada Roma-Fiumicino.
Era, dunque, così difficile prevedere che la quantità smisurata di traffico veicolare che giornalmente si riversa lungo questi assi viari avrebbe comportato rilevanti problemi ambientali, legati in particolare all’inquinamento atmosferico ed acustico?
Invero, molto poco è stato fatto in questi anni dalla giunta al governo del Municipio ed altrettanto scarse sono risultate l’attenzione e le risorse che l’Amministrazione comunale ha dedicato a questo quadrante per favorire una Mobilità realmente sostenibile.
Ora che leggiamo costernati queste cifre abbiamo il dovere di chiederci quanto è migliorata in questi anni la qualità della vita dei residenti nel XV Municipio.
Mi limito a citare soltanto una vicenda, tra le più emblematiche, che riassume la misura dell’incompetenza con cui ci hanno governato i nostri amministratori: quella del risanamento acustico prescritto da una delibera regionale nel lontano 1995, per risarcire la popolazione del quartiere Portuense/Newton dalle opere di allargamento di via Portuense, realizzazione dell’omonimo viadotto e di viale Isacco Newton.
Si è trattata di una vera e propria battaglia di logoramento, posto che a fronte di un atto dovuto, l’amministrazione al governo della città ha dapprima stanziato ben 3 milioni e 800 mila euro per dotare il comprensorio di barriere antirumore, poi, giustificando esigenze superiori, ha progressivamente assottigliato la cifra, in un assurdo gioco di tagli ed integrazioni.
Il progetto ha subito pertanto notevoli rallentamenti ed aggiustamenti, che ne hanno ritardato nel tempo l’iter e la definitiva adozione.
Oggi, a distanza di ben 13 anni da quella delibera, con il progetto approvato, l’appalto espletato e superate le fasi di una burocrazia aberrante, i lavori di apposizione delle barriere non hanno ancora avuto inizio, per buona pace della popolazione che, secondo i dati emersi dall’inchiesta sopra citata, è andata o andrà incontro a “disturbi significativi sul sistema nervoso, con riduzione delle capacità uditive” !
Giuseppe Teodoro
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