

Lo ha denunciato il Codacons che sta monitorando i prezzi delle strutture ricettive della Capitale
Roma si prepara ad accogliere il mondo intero per l’ultimo saluto a Papa Francesco, ma insieme alla devozione e al cordoglio, si alza anche il prezzo della fede.
La data dei funerali del pontefice, fissata per sabato 26 aprile alle ore 10 sul sagrato della Basilica di San Pietro, ha innescato una vera e propria corsa alle prenotazioni, in particolare nella zona del Vaticano e dei quartieri limitrofi. E i costi delle sistemazioni stanno schizzando alle stelle.
A lanciare l’allarme è il Codacons, che segnala tariffe fino a 2.500 euro a notte per una stanza in zona Prati o San Pietro. Prezzi fuori portata, soprattutto se si considera che l’evento ha una natura profondamente spirituale e popolare.
Secondo l’associazione dei consumatori, non è escluso che i costi continuino a salire ulteriormente nelle prossime ore, con l’aumentare delle richieste. Anche le sistemazioni più economiche non scendono sotto i 190 euro a notte.
Un paradosso che rischia di colpire proprio i fedeli: chi desidera essere presente a uno dei momenti più solenni della storia recente della Chiesa, rischia di vedersi escluso per ragioni economiche.
Il Codacons parla senza mezzi termini di “speculazione sul dolore”, sottolineando come la crescente domanda rischi di trasformarsi in un vero danno economico per migliaia di pellegrini, costretti a fare i conti con tariffe gonfiate.

D’altra parte, dal fronte degli albergatori, la situazione viene letta con maggiore cautela. Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, ha dichiarato all’agenzia Dire che la reazione del settore è stata inizialmente incerta.
Alla scomparsa del Papa sono seguite alcune disdette, ma poi – col diffondersi della notizia dei funerali – le prenotazioni hanno ricominciato ad arrivare, riequilibrando la situazione. “Non c’è stata ancora una richiesta incredibile – ha spiegato – ma ci aspettiamo un aumento nei prossimi giorni, specialmente con l’arrivo delle delegazioni straniere e della stampa”.
Quanto ai prezzi, Roscioli ha sottolineato che “sono in linea con quelli dello scorso anno”, pur riconoscendo che le aspettative per l’affluenza erano più alte: “Con i ponti di aprile ci saremmo aspettati un flusso maggiore”.
Il paragone con il Giubileo del 2000 è inevitabile. Allora, la figura di Giovanni Paolo II aveva scatenato un’ondata di pellegrini senza precedenti. Oggi il clima è più raccolto, più sobrio. Papa Francesco ha toccato i cuori in modo diverso: meno fasti, più essenza.
Ma resta l’urgenza – per istituzioni e cittadini – di garantire che l’ultimo addio al Papa del popolo sia davvero accessibile a tutti, senza che il dolore si trasformi in un privilegio per pochi.
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