La libreria Odradek e la Setta dei poeti estinti

di Patrizia Artemisio - 23 Gennaio 2020

Alzi la mano chi ha comprato un libro oggi, ieri, la scorsa settimana, o negli ultimi sei mesi. Ma un libro vero, da sfogliare, con quel profumo di carta che ha quando è nuovo, quando ancora resta socchiuso mentre giri pagina, adorabile resistenza della rilegatura che sarai solo tu a vincere, tu che lo leggi per primo.

A quanto pare ad alzare la mano siamo in pochi e le librerie storiche di Roma fanno fatica a tener su la saracinesca.
Al civico 57 di via dei Banchi Vecchi, resiste Odradek, forse perché proprio come il personaggio kafkiano da cui prende il nome, non può morire?

“Quattro anni fa – ci spiega il 21 gennaio 2020 Davide Vender, che insieme a Katia gestisce la libreria da 21 anni – facemmo il crowdfunding perché avevamo un debito con la banca di 20.000 euro e raccogliemmo, con 250 sottoscrittori, tutta la cifra. Ci hanno salvato. Ed è stata una cosa meravigliosa, si è sviluppata una grande solidarietà. Noi da allora pubblichiamo tutti gli anni a gennaio il nostro bilancio su Facebook. Purtroppo tutti gli anni diminuiamo il fatturato del 5%, quest’anno abbiamo fatturato 175.000 euro che è insufficiente perché il guadagno sui libri è il 30%, se uno ci toglie l’affitto e le altre spese rimane ben poco, noi non possiamo campare con la libreria purtroppo.”

Qual è il problema, l’uso delle nuove tecnologie sta facendo diminuire la lettura del libro cartaceo?

“Le forme di lettura cambiano, e questo non ci spaventa, io non sono un conservatore, non sono un reazionario, sono un progressista. Il problema è la globalizzazione – spiega Davide – oggi il consiglio di amministrazione di Amazon conta più del Parlamento italiano. I fatturati di Amazon sono pazzeschi.

L’unico strumento, secondo me, è la tassazione, visto che loro producono fatturati ma distruggono tessuto sociale. Poi in altri paesi d’Europa lo sconto sui libri è vietato. In Francia è il 5% per tutti, anche per Amazon.

Qui da noi fino al 2011 lo sconto era libero. Amazon è sbarcato in Italia nel 2009 ed ha iniziato il suo commercio online sui libri. Non faceva pubblicità ma vendeva i libri scontati al 40%. In quel periodo stavano chiudendo tutti, soprattutto le Feltrinelli, perciò hanno emanato la legge Levi che blocca lo sconto al 15%. Ma sapendo che Amazon e le piattaforme online fanno in media un 15% di sconto, hanno aumentato i prezzi dei libri. Sai cosa vuol dire fare uscire un libro a 21 euro cartonato quando quel libro, te lo dico io, lo metti a 13 euro ed è già un prezzo discretamente alto?

Nel nostro paese alcuni tra i manager che si occupano di editoria ci mangiano sopra, tant’è che adesso anche la grande distribuzione non ne può più di questo sistema.

C’è una legge alla francese, voluta dalla Lega, che bloccherebbe lo sconto al 5%. Questa legge è passata in un ramo del Parlamento ma è bloccata in un altro, non la fanno passare”.

Organizzate eventi in questa libreria?

“Si certo, ma molto meno di prima, c’è poca partecipazione.” Sconsolato Davide continua: “Io dico a tutti: quando entrate qui invece di dire quant’è bella questa libreria, … magari trovassi qualcuno che mi dicesse ‘Davide sei un cretino perché se tu mettessi questo paio di mutande in vendita a fianco ai libri, ne venderesti 1.000 al mese e alzeresti il fatturato’. Io non ho più idee.

Devo ringraziare alcuni clienti che ogni tanto ci aiutano con piccole sottoscrizioni.
Noi ci auto-sfruttiamo ma sono problemi nostri perché questo è un impegno civile nei confronti di questa città distrutta. Però io le prospettive non lo so guarda… non so veramente…”

Baricco nel suo “The game”, annuncia d’altro canto la tendenza di questa nostra nuova civiltà a saltare le mediazioni e cercare una presa diretta sul mondo: dove spariscono i librai e “qualsiasi forma di sacerdote” resta la presenza di “correnti generate da flussi collettivi di enormi dimensioni”.

La Setta dei Poeti Estinti

La prova ce la da Emilio Fabio Torsello, giornalista e fondatore del circolo letterario “la Setta dei Poeti estinti”, con oltre 73mila follower su Facebook, oltre 115mila su Istagram e circa 5mila su Twitter.

“Tutto è partito dai social – dice Emilio – con una pagina Facebook, per poi divenire negli anni, una delle più affermate realtà letterarie romane e italiane. Ormai la maggior parte di noi si informa per lo più tramite i social, per questo abbiamo voluto portare la poesia e la letteratura in questo luogo.”

Come e quando siete passati dal virtuale al reale?

“Quasi subito. Dopo pochi mesi ci siamo ritrovati seduti su un prato in una villa romana a leggere le nostre poesie preferite. Abbiamo iniziato in 14, adesso agli eventi partecipano centinaia di persone”.

Perché, secondo te, le librerie storiche di Roma sono in difficoltà?

“Quella delle librerie è una crisi dovuta al fatto che in generale si legge meno, al costo dei libri e alla concorrenza online. Fin dalle scuole si dovrebbe sottolineare il valore della lettura – anche della lettura ad alta voce – e invece spesso questa viene vista come un obbligo, non come un arricchimento”.

Ci vorrebbe allora qualcuno che faccia salire i ragazzi sui banchi, che gli sussurri “carpe diem”, che meriti veramente il loro “Oh capitano, mio capitano!”.

Patrizia Artemisio


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