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La prima frutteria del quartiere Alessandrino è in via Da Ponte

E’ quella piccola ma fornitissima di Donato Costantino
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 18 Ottobre 2012

Donato Costantino (Costantino è il cognome) dal 1973 gestisce un negozio in via Da Ponte 9 (vicino all’ufficio postale) nel quartiere Alessandrino che è riduttivo definire Frutteria. Infatti, disposti negli scaffali con sapiente cura, trovano posto diversi articoli alimentari.

Donato, come è nata quest’attività?

Sono arrivato in questo quartiere nel 1973, aprendo quella che allora era la prima e unica frutteria dell’Alessandrino, prestando sempre un ottimo servizio ai clienti, offrendo loro merce di prima qualità. Da subito ho deciso di agevolare i miei clienti, sopratutto gli anziani a cui dedico tuttora un servizio a domicilio, inserendo anche generi alimentari, senza costringerli ad andare troppo lontano, girando da un negozio all’altro.

Il quartiere è molto invecchiato in questi ultimi anni…

Sì. Oggi gli anziani compongono una buona parte della mia clientela, questo perché, con il cambiamento delle abitudini commerciali, i giovani preferiscono comprare tutto nei centri commerciali, non trovando spesso né qualità né servizio. Oltretutto si tratta di una cattiva abitudine poiché la merce, soprattutto la frutta e la verdura, andrebbe acquistata fresca, giorno per ogni, evitando così, tra l’altro, inutili sprechi.

Quali sono le ragioni del successo del suo negozio?

Conquistare e mantenere la fiducia del cliente, seguendo le loro esigenze primarie e prestando un servizio di cortesia, lavorando sempre prodotti di prima scelta.

Ci sono stati dei cambiamenti nei comportamenti dei clienti?

Adotta Abitare A

Le persone sono spesso ancora quelle che venivano a fare la spesa qui trentacinque anni fa, fanno parte del quartiere ma sono rimasti in pochi ed ormai il mio guadagno si è assottigliato e spesso mi chiedo se valga la pena di andare avanti con questo lavoro.

Come si evoluta la situazione rispetto al momento dell’apertura?

Un tempo c’era parecchia soddisfazione nel fare questo lavoro. Avevamo più clienti e maggiore guadagno, adesso con l’arrivo di nuove categorie di commercianti di frutta – che io non posso definire fruttivendoli – per la maggior parte stranieri è tutto cambiato qualitativamente in peggio. Sono stati concessi troppi permessi. Troviamo nel raggio di 500 metri ben 15 frutterie: una cosa insensata e che sconvolge e deteriora del tutto il commercio nel quartiere. Con la conseguenza che nessuno riesce a lavorare bene. Occorrerebbero delle disposizioni più sensate soprattutto riguardo a una giusta distanza tra i diversi negozi. Quando ho deciso di intraprendere questo mestiere, riuscire ad aprire un piccolo negozio era davvero difficile, bisognava passare delle visite mediche ed essere idonei alla professione tutto questo non esiste più, è divenuto molto più facile. Ormai penso davvero che il piccolo commercio sia in coma, se non morto.  


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