La Regione propone il ritorno al vecchio progetto del Corridoio Tirrenico Meridionale

Il Comitato No Corridoio Roma-Latina: “riprendiamo la nostra protesta con azioni dirette presso la sede della Regione Lazio!”
di Laura Roxana Neamtu - 31 Luglio 2008

“Annunciamo per il mese di settembre la ripresa della nostra protesta ad oltranza e con azioni dirette presso la sede di Roma della Regione Lazio”: è quanto dichiarato dal Comitato No Corridoio Roma- Latina in seguito alla partecipazione alla Conferenza dei Sevizi per il progetto del Corridoio Intermodale Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone, svoltasi lunedì 28 luglio.

La conferenza, che ha avuto luogo presso il Ministero delle Infrastrutture ha visto, con grande sorpresa del Comitato, la proposta della Regione di ritornare al vecchio progetto del Corridoio Tirrenico Meridionale (CTM). E stata anche indicata una data di inizio dei lavori: il bando di gara per il progetto dovrebbe essere pubblicato nel 2009 e i cantieri dovrebbero aprire nel primo semestre del 2010. Il costo dell’opera supera la soglia dei 5000 milioni di euro, da mettere al confronto con il previsto costo di all’incirca 1400 milioni di euro del Corridoio Intermodale Roma Latina. Per la richiesta dei cinque Sindaci del Pontino per la messa in sicurezza della strada statale Pontina la Regione ha invece proposto 3 milioni di euro.

Il progetto del Corridoio Tirrenico Meridionale ha in realtà una storia lunga e travagliata: il piano della bretella risale agli inizi degli anni 90’, ma è stato scongiurato grazie a una provvedimento popolare; nel 2003- 2004 è stato ripreso dalla Giunta Storace, ma dopo una lunga battaglia sostenuta da svariati comitati si è deciso di abbandonarlo in favore di un progetto di minore portata, anche se, come sostenuto dal Comitato No Corridoio Roma –Latina si tratta sempre “un’opera devastante e inutile”, parliamo appunto del Corridoio Intermodale Roma- Latina.

Il CTM è in realtà un progetto completamente diverso: si tratta di un’autostrada a pedaggio a sei corsie, che si dovrebbe sviluppare su un tratto di 128 km, paragonati ai 53 del Corridoio Roma-Latina e dovrebbe collegare Roma- Fiumicino a Formia. Anche qui si intaccano le aree protette: l’opera dovrebbe comunque attraversare la Riserva Statale del Litorale Romano e il Parco di Decima Malafede.

Il Comitato No Corridoio Roma-Latina, che è riuscito comunque a raccogliere 11.000 firme in calce alla petizione popolare e ha organizzato diverse riuscite manifestazioni per tentare di sventare il progetto dell’autostrada, ha più volte chiesto l’apertura di un confronto democratico tramite l’istituzione di tavolo politico. Il presidente del Comitato, Gualtiero Alunni ribadisce perciò che “le soluzioni sostenibili e risolutive possono essere soltanto la trasformazione in metropolitana della linea ferroviaria Roma-Latina-Formia, la costruzione dei tronchetti ferroviari per l’attestamento alla stessa linea da Pomezia e da Latina, l’adeguamento in sicurezza di tutta la Via Pontina da Roma a Terracina. Questi sono gli unici interventi a favore dei pendolari per ridurre i tempi di percorrenza, lo stress, i costi alle famiglie e all’ambiente.”


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