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La Rustica: paese, quartiere o borgata? La protesta contro l’abbandono

Eppure questo lembo di territorio dell'VIII, confinante con il V e VII municipio, ha radici antiche, risalenti intorno al 1200
di Alessandro Moriconi - 11 Dicembre 2010

Paese, quartiere, borgata, è difficile dare il giusto nome ad un lembo del Municipio Roma 8.

Eppure questo lembo di territorio dell’VIII, confinante con il V e VII municipio del comune di Roma ha radici antiche, nasce infatti come feudo dei baroni Rusticis intorno al 1200 e la sua denominazione è contenuta nientemeno che in una bolla di papa Onorio III del 1217.

Oggi ha una popolazione di circa 10.000 abitanti e di questi circa 500 hanno, il 10 dicembre 2010, risposto ad una iniziativa del Comitato di Quartiere per protestare nei confronti del Comune di Roma e della giunta Alemanno sullo stato di abbandono in cui versa il territorio.

Ci sono stati momenti di tensione quando alcuni dei manifestanti armati di sedie hanno abbozzato una sorta di occupazione stradale non autorizzata. Momenti di tensione con gli automobilisti rimasti imbottigliati, ma tutto prontamente rientrato grazie alla professionalità delle forze dell’ordine presenti e ai dirigenti del comitato di quartiere che hanno tribolato non poco a tenere calma una popolazione stanca di ricevere tante promesse e pochi fatti. Cartelli e striscioni sostenuti con rabbia da uomini e donne di ogni età che rivendicano il diritto ad avere strade con marciapiedi, la soluzione ai problemi creati dalla voragine apertasi su via Galatea di pertinenza del Municipio Roma VIII, una stazione ferroviaria efficiente e sicura, parchi puliti e tanto altro ancora.

La popolazione è veramente stufa ed appare intenzionata a proseguire su queste iniziative di lotta e sono in tanti a rivolgersi agli organizzatori del comitato di quartiere perché a la manifestazione sia ripetuta anche nella prossima settimana.

Bisogna battere il ferro finché è caldo, urlano. Dobbiamo trasformare la giornata del venerdi in una giornata di lotta, dice un anziano signore, che pur deambulando con l’ausilio di un bastone attraversa ripetutamente via Vertunni per far rallentare il già quasi paralizzato traffico.

Felice Totaro, dirigente del comitato di quartiere, ci dice che terranno una riunione del direttivo in settimana e in quella sede decideranno nuove iniziative di lotta; "Rivendichiamo il diritto ad essere trattati come gli altri quartieri del municipio, è inaccettabile ad esempio che la richiesta di allargamento e messa in sicurezza di via Vertunni, pur facendo parte dello stesso pacchetto di opere che comprendevano un analogo lavoro su via Alessandrina, segna il passo, mentre al contrario gli abitanti dell’alessandrino hanno visto realizzare l’opera oltre un anno fa. Per non parlare poi del palleggio di responsabilità tra comune e municipio VIII per la sistemazione della voragine su via Galatea che acuisce non poco i già pesanti problemi derivanti dal traffico veicolare".

La partecipazione all’iniziativa e stata consistente e rumorosa. Pressoché paralizzato il traffico locale, ma ad alleviare la situazione è arrivata,  una pattuglia dei vigili urbani del VII gruppo,  però a manifestazione conclusa.

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