L’addio alla linea Roma Pantano

Venerdì 4 luglio 2008, alle 21, partenza dal capolinea di via Giolitti con Assoutenti
di C.T. - 3 Luglio 2008

Venerdì 4 luglio 2008, alle 21, l’Assoutenti organizza “L’ultimo viaggio per… Pantano”. L’appuntamento è in via Giolitti, al capolinea dei trenini “Roma Laziali”.

Per l’occasione Vito De Russis, presidente dell’Associazione Diritti dei Pedoni, ripercorre le tappe (riportate in fondo all’articolo) che, in meno di un secolo, hanno visto sorgere e, poi, tramontare la ferrovia economica elettrica Roma – Anticoli, attuale Fiuggi. Lo smantellamento di questa linea, con la soppressione del tratto Pantano –Giardinetti, è quasi completo.
E non c’è neppure l’ombra di un percorso ferroviario economicamente sostenibile che consenta a quanti abitano fuori dal raccordo di muoversi adeguatamente per la capitale senza utilizzare il mezzo proprio.

“Hanno ufficializzato il passaggio “normale” dei bus a 60 minuti – sottolinea De Russis – ritengono “normale” il passaggio di due, tre bus della stessa linea accodati, le oltre 8.000 fermate dei bus pubblici occupate perennemente dalle auto private senza alcuna contravvenzione e l’ assenza di pensiline ed orari alle paline, l’illegalità diffusa e tollerata; ecc.. Sono questi i fenomeni di cui si accorge chi, a Roma, si ostina a non abbandonare l’uso del mezzo pubblico”.

“Parigi è gemellata con Roma dal 1957 – prosegue De Russis – l’uso del ferro a Parigi nel trasporto pubblico è impressionante. A novembre 2006, nel quadrante Nord-Est, è stata inaugurata la nuova linea T4 di tram-treno che, grazie al recupero di una vecchia linea ferroviaria in disuso e con un investimento di soli 52 milioni di euro è stata costruita in 30 mesi e collega sette Comuni tra le fermate di Bondy e quella di Aulnay. Nella gemella Roma, invece, si continua a distruggere una ferrovia per sostituirla con la metro (in costruzione).”
“I problemi stradali a Roma non sono il morto al giorno o i 70 feriti al giorno – ironizza De Russis – ma sono i lavavetri, i nomadi che chiedono l’elemosina, i bimbi dei nomadi da schedare…”

Ecco la storia della linea ferrovia economica elettrica e quindi ecologica:

“101 anni fa, nel 1907 ,venne progettata la ferrovia Roma – Anticoli (attuale Fiuggi) – Frosinone – Isola Liri – spiega De Russis – nel 1910 venne costituita la Sfv (Società per le Ferrovie Vicinali) che ebbe la concessione per 50 anni col R.D.L. n. 946 del 20 nov. 1910. Dopo appena cinque anni e mezzo, il 12 giugno 1916, entrarono in servizio oltre 60 km: Roma – Genazzano di km. 47,3 e la diramazione San Cesareo – Frascati. L’anno successivo1916, entrarono in servizio a due mesi di distanza (maggio e luglio) le tratte Genazzano – Fiuggi centro e Fiuggi centro – Frosinone con le loro diramazioni: avevano una lunghezza complessiva di km. 137,38, con 39 Stazioni. L’intera linea era percorsa alla velocità commerciale di 22 – 25 km/h con una velocità massima di 40 km/h. Circa 20 anni dopo comincio la politica del carciofo: nell’estate del 1935 (19 luglio) niente più treno ma autoservizi sulla tratta Fiuggi centro – Frosinone. Durante la guerra fu riattivato il treno tra Fiuggi ed Alatri. Giustificati dagli incidenti che si verificavano agli attraversamenti a raso furono installati semafori a funzionamento automatico che ridussero notevolmente la velocità commerciale: i treni rallentarono, sempre più passeggeri preferirono le autolinee. Verso la fine degli anni settanta (1978 – 1979) e nei primi anni ottanta (1983 – 1984) furono registrate una serie di grave frane. Dal 1984 la linea ferroviaria non oltrepassò la Stazione di Pantano Borghese che da III Classe diventò Stazione I Classe. Il 7 luglio 2008 non si va oltre la Stazione Giardinetti: Addio Pantano bella. In meno di 100 anni sono stati capaci di distruggere una autentica ricchezza: la ferrovia economica elettrica Roma – Fiuggi – Frosinone.”


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