L’Associazione Italiana Celiachia incontra la Commissione Sanità

Commissione Sanità: buoni spesa anche in supermercati Lazio
di Patrizia Miracco - 30 Giugno 2011

L’Associazione Italiana Celiachia (Aic) ha lamentato alla commissione Sanità “Aiutate i celiaci laziali a spendere i buoni spesa regionali anche nei supermercati”. Durante l’audizione del 28 giugno l’Aic ha infatti lamentato la modalità d’uso dei bonus erogati dalle Asl e chiesto alla commissione di modificare parzialmente una delibera del 2009 che prevede una particolare richiesta di rimborso nell’acquisto di alimenti specifici per questa patologia nei supermercati.

Al momento i 12.400 celiaci del Lazio, che percepiscono, attraverso le Asl di appartenenza, dei buoni mensili dal valore massimo di 130 euro da spendere per l’acquisto di prodotti alimentari senza glutine (molto più costosi di quelli generici) vedono applicare questa particolare richiesta solo in un ipermercato a Casal Bertone.

I rappresentanti dell’Aic hanno dichiarato in una nota: “Apprezziamo questa politica di sostegno della Regione e riteniamo importante poter fare la spesa anche al supermercato come tutti, con vantaggi sia economici che di integrazione sociale. Tuttavia, l’attuale procedura prevista per gestire alle casse gli acquisti effettuati con il buono regionale scoraggia sia il malato che la maggior parte degli esercizi commerciali a mettere in pratica questa agevolazione”.

Senza alcun costo aggiuntivo a carico della collettività l’Aic propone di introdurre lo strumento dello ‘scontrino parlante’ al posto dell’applicazione di fustelle per ogni singolo prodotto, da staccare a mano successivamente per ottenere i rimborsi (come attualmente accade con gli alimenti venduti esclusivamente) poiché, secondo l’Aic, “solo in questo modo la delibera del 2009 avrebbe realmente applicazione, ampliando finalmente il mercato per i celiaci così come per i commercianti in generi alimentari senza glutine”.

Per il consigliere del Pd, Enzo Foschi, si tratta di “richieste sacrosante”. “E’ necessario – ha aggiunto – guardare alle buone pratiche di regioni vicine come la Toscana, dove si è già passati al regime dello scontrino elettronico. Si tratta di favorire un processo anti- discriminatorio nei confronti di una tipologia di pazienti in costante crescita e in maniera trasversale”.

La presidente della commissione Sanità, Alessandra Mandarelli, ha richiesto una relazione dettagliata sull’argomento al responsabile del procedimento spiegando che “la delibera attualmente in vigore sancisce un principio giusto e prevede già la possibilità di chiedere il rimborso tramite scontrino e non solo tramite fustelle: è conseguentemente logico e giusto che tale principio sia correttamente ribadito anche dalla circolare applicativa, cosa che non accade attualmente”.


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