

Alla Asl Rm/B
Ormai sono già un paio di mesi che la radiologia del presidio sanitario di via Giacomo Bresadola (a Centocelle) viaggia in digitale.
Niente più lastre contenenti argento, niente più complesse operazioni di sviluppo con uso di acidi di sviluppo e fissaggio, niente più pannello luminoso del diafanoscopio per la lettura dei radiogrammi il tutto è stato spazzato via dall’attuale management della Asl Rm/B con un moderno e supertecnologico sistema dell’Agfa, leader nel settore e denominato CR1.
Una tecnologia che a parità di produttività consente pur a fronte di un alto costo gestionale, un notevole risparmio, visto che come dicevamo anche in virtù di una messa al bando di acidi, pellicole e costi di smaltimento, rimpiazzati da un semplice Cd che forma l’unico mezzo di risposta e da un sistema informatico dedicato, che oltre alle varie funzioni costituisce anche una banca dati, dove qualora servisse un medico specialista, magari in servizio in una della strutture polispecialistiche della Asl Rm/B potrebbe attingere per urgenza e nell’interesse del cittadino.
Ecco quindi che da un paio di mesi a questa parte il bustone delle risposte, magari per una Colonna in toto e una Torace è stata sostituita da una piccola busta contenente un Cd visionabile in un qualunque computer.
Vediamo un pò più da vicino come funziona la nuova organizzazione del lavoro, perché è poi questo che l’Agfa Cr1 consente.
Il tecnico radiologo esegue la prestazione che in via telematica dai vari presidi sanitari della Asl arriva alla banca dati centrale operante presso l’ospedale Sandro Pertini per essere successivamente smistata al servizio radiologico di riferimento.
Questa procedura consente innanzitutto di mettere letteralmente al bando l’errore umano in quanto niente più è cancellabile a meno che il tecnico radiologo non certifichi l’avvenuto errore, così come al bando vengono messe alcune malattie professionali dovute al maneggio di acidi, argento delle lastre, lavoro in camera oscura.
Gli esami non si ripetono mai e le dosi da radiazioni nucleare sono decisamente basse e l’indagine eseguita oltre ad essere altamente definita la si può ingrandire a piacimento a seconda della ricerca da effettuare, insomma questa volta non possiamo che fare un plauso a coloro che hanno programmato e concretizzato l’iter che ha portato la cittadinanza del territorio e non solo a poter utilizzare questa importante attrezzatura di radiodiagnostica.
Da sempre come stampa locale abbiamo dato spazio a notizie provenienti dalla Asl o a segnalazioni di comuni cittadini che a volte ci hanno segnalato il pellegrinaggio tra le varie strutture della capitale, magari per fare indagini diagnostiche realizzate con attrezzature scientifiche spesso neanche costose, ma che raramente troviamo nei presidi sanitari territoriali.
Alcuni esempi esemplificativi. La Asl Rm/B ha una lista d’attesa importante per l’esecuzione dell’Ecografia dell’aorta addominale e questo solo perché pur avendo diversi apparecchi Ecografi sparsi nei diversi presidi, ha una unica sonda e la si trova presso il presidio sanitario di largo De Dominicis, stessa cosa dicasi della non dotazione di un Fibroscopio presso uno degli Otorinolaringoiatra del territorio o di uno Spirometro presso uno dei servizi di Broncopneumatologia, attivati sempre sul territorio; tuttavia l’investimento di trasformazione del servizio di radiologia del presidio sanitario di via G. Bresadola rappresenta una inversione di tendenza e una accresciuta attenzione sui servizi ambulatoriali territoriali e questo ci porta a ben sperare per il futuro prossimo.
Saremo pure inguaribili ottimisti, ma per il bene della cittadinanza ci piace così.
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