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Ministeri a Milano? L’ultima sparata del senatur

Polemica per la proposta di Bossi di spostare i Ministeri dalla capitale al nord

La Lega Nord continua a far parlare di sè amplificando la tensione post elettorale interna al PDL. Questa volta a scatenare le polemiche è la proposta di Umberto Bossi di spostare i ministeri da Roma a Milano. Ipotesi che dopo lo stesso Cavaliere è stato costretto a smentire affermando che "i ministeri rimarranno nella capitale e che Milano può al massimo ospitare i dipartimenti". 

Le critiche all’ultima sparata del senatur avevano messo d’accordo tutti: maggioranza ed opposizione. "E’ giunto il momento – aveva dichiarato Federico Rocca Consigliere del PdL di Roma Capitale – che il Governo Berlusconi si permetta qiotidianamente di decidere sulla testa della città di Roma è il segnale tangibile che
che la Lega Nord e il suo leader Umberto Bossi cambino ritornello, è ora di finirla di attaccare Roma, le sue istituzioni e i suoi cittadini per mere necessità elettorali. Per rimediare qualche voto in più non esitano a sparare balle come quella di voler trasferire alcuni ministeri a Milano. Qualcuno può spiegare una volta per tutte al Ministro Bossi che Roma è la Capitale d’Italia e che l’ultima riforma in tal senso è stato votata anche da lui e dagli altri ministri leghisti? E’ poco serio dire e fare delle cose nei palazzi e poi dire l’esatto contrario nelle piazze per esaltare e motivare l’elettorato leghista, perdonatemi se non lo chiamo popolo padano come fa qualcuno ma preferisco sottrarmi a questa invenzione storico-culturale.

C’è bisogno di proposte serie, anche e soprattutto per vincere il ballottaggio a Milano e non credo che i milanesi sceglieranno la Moratti per la promessa di avere 2/3 ministeri nel capoluogo lombardo, forse vorrebbero sapere come si rilancia l’economia in città, così si risolve il problema dell’inquinamento atmosferico, che fine farà l’Expo 2015 e se a differenza di Pisapia che vuole dare le case ai nomadi la Moratti metterà in campo azioni più incisive per togliere i campi abusivi.
Invito gli alleati leghisti ad avere più senso di responsabilità perchè non si possono cercare voti a discapito degli alleati, è una visione miope della conquista del consenso, piuttosto, è bene recuperare sobrietà nel dialogo e nel confronto politico e passare dalle parole ai fatti, ai cittadini tutto questo teatrino inizia a stancare e i risultati dei demagoghi, populisti dell’antipolitica Grillo e De Magistris devono far riflettere". Questo quanto dichiara Federico Rocca Consigliere del PdL di Roma Capitale.

"Che il Governo Berlusconi si permetta quotidianamente di decidere sulla testa della città di Roma è il segnale tangibile che il governo cittadino ed il Sindaco sono sotto tutela. A dichiararlo in una nota anche il consigliere capitolino del PD Dario Nanni, in merito all’ipotesi di trasferimento immediato di alcuni Ministeri a Milano. Ora il Sindaco Alemanno tenterà di rassicurare i cittadini romani affermando che sono voci infondate, fatto sta che sistematicamente la nostra città è fatta bersaglio di decisioni che vanno sempre nell’interesse politico ed elettorale del Pdl e della Lega Nord. Questa ipotesi continua Nanni, sarebbe una vera e propria follia, sia perchè in quelle strutture e per lo Stato Italiano, lavorano centinaia di cittadini romani, sia perchè verrebbe meno il ruolo di capitale della nostra città. A questo punto conclude Nanni- più che rassicuranti frasi di circostanza mi aspetto da Alemanno una dura presa di posizione in difesa della nostra città, anche affermando apertamente che lui sarebbe disposto a dimettersi, se questa scellerata e devastante idea voluta da Bossi e Berlusconi andasse in porto". 

Nella polemica sono intervenuti per manifestare la loro contrarietà alla proposta lo stesso Sindaco di Roma Gianni Alemanno e la governatrice del Lazio Renata Polverini che nel frattempo hanno chiesto un incontro con Berlusconi per chiarire la vicenda. «A Bossi – ha dichiarato il primo cittadino – rispondo: l’unica parola data che conta è quella nei confronti degli elettori. Nel programma elettorale del centrodestra non è mai stato inserito lo spostamento dei ministeri. Quindi compiere questo atto, tra l’altro senza neppure un voto parlamentare, sarebbe una violazione del mandato elettorale. I nostri elettori si aspettano grandi riforme anche in senso federalista, si aspettano la riduzione dei ministeri non il loro spostamento con aumenti di costi e appesantimento delle burocrazie. Siamo sempre di fronte a balle perché oggi si parla di spostare solo ministeri senza portafoglio con solo qualche decina di dipendenti, ma si tratterebbe comunque di una violazione del mandato elettorale che rimette in discussione ogni equilibrio e ogni intesa. In altri termini avviso ai naviganti: Roma questa cosa non l’accetta».

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