Monteverde Vecchio si ribella alle antenne sugli immobili Enasarco

La storia si ripete e il coordinamento romano contro l’Elettrosmog continua la sua battaglia
di Francesca Romana Antonini - 24 Settembre 2008

E’ passato poco tempo dalla storia del traliccio di quaranta metri costruito a Fonte Meravigliosa, all’interno del circolo polisportivo Fonte Roma Eur nel XII Municipio. Il Comune di Roma, i gestori di telefonia mobile e il titolare del circolo polisportivo di via Ferruzzi, decisero per un enorme traliccio pronto ad ospitare antenne di telefonia mobile per conto di tre gestori, che svetta nel parcheggio del circolo, su un terreno di proprietà del Comune dato in concessione ad un privato e vincolato alla realizzazione di politiche giovanili e per lo sport.

L’autorizzazione all’installazione della struttura era stata data dal Dipartimento IX del Comune – Politiche Attuazione Strumenti urbanistici – secondo la procedura del silenzio-assenso, ovvero: depositata la domanda e decorsi i termini previsti, non ricevendo alcuna risposta dal Comune era scattato automaticamente il via ai lavori, agevolato dal fatto che Roma non dispone ancora di un piano regolatore delle antenne, nonostante sia la città, in Italia, che ne ospita il maggior numero (circa 2mila seicento).

Il terreno su cui sorge l’antenna, come già detto, è del Comune. Tuttavia, il canone pagato annualmente dai gestori di telefonia per l’installazione del traliccio, si tratta di circa 20, 25mila euro, sarebbe andato non nelle casse del Comune, bensì nelle tasche del titolare del circolo polisportivo. Il tutto, per costruire un ripetitore a pochi metri di distanza da asili e scuole, dalla chiesa del quartiere, da numerose abitazioni, oltre ad uffici e strutture sportive.

Nonostante l’antenna fosse spuntata come un fungo mentre i cittadini erano in vacanza, i suoi quaranta metri di altezza non sono passati inosservati, così come i rischi dell’esposizione alle onde elettromagnetiche.

Grazie alla mobilitazione dei cittadini, i lavori erano stati sospesi dal Municipio XII per motivi tecnico amministrativi – ovvero, per il mancato rispetto delle distanze da edifici scolastici e campi sportivi, oltre ad altre violazioni. Decisione confermata ieri dal IX Dipartimento che, dopo una tavola rotonda con i gestori, gli esperti, i comitati di quartiere e i rappresentanti del Municipio, ha iniziato la procedura di revoca dell’autorizzazione alle antenne. Revoca alla quale, tuttavia, i gestori faranno sicuramente ricorso.

Dopo questa vicenda e quella del traliccio all’Istituto Massimo adesso tocca ai cittadini di Monteverde Vecchio subire l’angoscia e la paura di un intervento invasivo e pericoloso sopra le proprie teste.

Ancora una volta protagonista è l’Ente Enasarco, proprietario dell’immobile situato in via di Villa Pamphili 75, ove da giorni sono in corso lavori di realizzazione del quarto impianto Stazione Radio Base per telefonia mobile, evento che cataloga il sito come un vero e proprio polo elettromagnetico ad alto rischio sanitario ed ambientale.

A pochi metri sono situate ben due scuole, il tecnico commerciale “Federico Caffè” e l’ITIS “Galileo Ferraris”, che contano insieme centinaia e centinaia di ragazzi.

I cittadini del XVI Municipio si sono ribellati a queste odiose imposizioni e da ieri hanno deciso di presidiare l’ingresso della palazzina, per far valere i propri diritti e chiedere che l’impianto, almeno quello, non venga installato perché a rischio c’è la salute di adulti e bambini.

E’ nato di fatto un altro comitato spontaneo, uno dei tanti che compongono il Coordinamento romano contro l’Elettrosmog, che da anni conduce una battaglia per restituire dignità alla cittadinanza, per assicurare maggiore tutela sanitaria e decoro urbano nei confronti del mercato elettromagnetico, scatenato dalla irrefrenabile, indisturbata proliferazione selvaggia di antenne e ripetitori in tutto il territorio urbano di Roma.


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